Bce, correzione strutturale a 1% Pil per Paesi alto debito

giovedì 10 marzo 2011 10:13
 

ROMA, 10 marzo (Reuters) - I Paesi con elevati debito e deficit di bilancio pubblico dovrebbero raddoppiare all'1% del Pil la misura della correzione strutturale dei loro deficit per riuscire a ridurre il debito e avere bilanci pubblici sostenibili. Lo scrive la Bce nel suo bollettino mensile.

"Poiché i governi sono ancora ben lungi dal raggiungere i loro obiettivi di bilancio a medio termine, l'azione di risanamento strutturale dovrà superare notevolmente il valore di riferimento dello 0,5 per cento del PIL per anno fissato per la variazione del saldo strutturale del Patto di stabilità e crescita", si legge nel bollettino.

"Nei paesi in cui l'incidenza del disavanzo e/o quella del debito sul PIL è elevata, la correzione strutturale annua dovrebbe essere almeno pari all'1,0 per cento del PIL per consentire una riduzione sufficiente del rapporto fra il debito e il prodotto e salvaguardare la sostenibilità dei conti pubblici", si legge ancora nel bollettino.

In Italia, ricorda la Bce, l'Istat ha stimato che il disavanzo pubblico è stato del 4,6% del PIL nel 2010, un livello "inferiore all'obiettivo del 5,0 per cento fissato nell'aggiornamento del programma di stabilità del 2010 e concordato nell'ambito della PDE".

Il rapporto debito/Pil dell'Italia nel 2010, secondo Istat, è stato del 119% con un avanzo primario al -0,1% del Pil.

"Livelli alti e crescenti dell'incidenza del debito sul PIL accentuano i rischi di bilancio collegati a ulteriori interventi di sostegno al settore bancario e ai costi attesi per i prossimi anni dall'invecchiamento della popolazione, soprattutto alla luce della prospettiva di un tasso di crescita del prodotto potenziale inferiore", osserva ancora la Bce.

(Stefano Bernabei)