Q&A-Quali misure può prendere la zona euro contro crisi debito?

martedì 8 marzo 2011 12:52
 

 di Luke Baker e Jan Strupczewski 
 BRUXELLES, 1 febbraio (Reuters) - I Paesi della zona euro
sono al lavoro su un "pacchetto complessivo" di misure che nelle
loro speranze dovrebbe porre fine alla crisi del debito.
 L'obiettivo è quello di completare il pacchetto entro il
vertice Ue del 24 e 25 marzo, quando i leader europei potrebbero
approvarlo. Il summit preliminare in programma per l'11 marzo
dovrebbe portare all'approvazione di alcune misure: un 'patto di
competititivtà' che Germania e Francia vogliono che sia adottato
da parte dei paesi della zona euro per rafforzare le loro
economie.
 Riportiamo di seguito le idee che sono state discusse
formalmente o informalmente; alcune sono fortemente osteggiate
dalla Germania o da altri stati membri e di conseguenza
difficilmente faranno parte del pacchetto finale. 
 
 AUMENTO EFFETTIVA CAPACITA' PRESTITO EFSF 
 E' uno degli interventi che ha maggiori possibilità di
passare. La capacità nominale del fondo di salvataggio europeo
chiamato European financial stability facility (Esfs), è di 440
miliardi di euro, ma per le riserve richieste per ottenere un
rating di tripla A, la capacità effettiva è di circa 250
miliardi di euro. 
 Commissione europea, Francia e Germania ritengono che
l'effettiva capacità del fondo debba corrispondere per intero ai
440 miliardi concordati, ma non c'è accordo su come fare.
 
 COME AUMENTARE CAPACITA' DI FUOCO DELL'EFSF 
 Gli stati della zona euro potrebbero dover aumentare le loro
garanzie per il fabbisogno del fondo, e questo obbligherà alcuni
governi a ottenere un nuovo via libera parlamentare. 
 Questo potrebbe essere politicamente rischioso in paesi come
la Germania dove l'opinione pubblica è contro il salvataggio di
paesi non virtuosi e dove la cancelliera Angela Merkel dovrà
affrontare diverse tornate elettorali regionali nelle prossime
settimane.
  Berlino ha proposto in alternativa che gli 11 paesi della
zona euro senza la tripla A iniettino liquidità nel fondo. 
 Così facendo il fondo non avrebbe più bisogno di cuscinetti
di cash per garantirsi il massimo del rating e potrebbe di
conseguenza diminuire i suoi tassi di interesse. I Paesi senza
tripla A non sono però disponibili a immettere liquidità, per
questo la soluzione finale potrebbe essere un mix delle opzioni,
secondo quanto indicato da fonti della zona euro.
 
 ABBASSARE I TASSI DI INTERESSE DEI PRESTITI DEL FONDO
 La Germania ha fatto capire che potrebbe dare il proprio via
libera a questa misura in cambio di concessioni da parte dei
paesi Ue su altri argomenti, per esempio se l'Irlanda aumentasse
il prelievo fiscale applicato alle aziende.
 L'Efsf attualmente applica un margine di penale di tre punti
percentuali sul tasso di interesse praticato sui prestiti ai
governi, oltre a una commissione una tantum di 0,5 punti
percentuali. Valore sostanzialmente superiore a quello applicato
dal Fmi. L'Irlanda, per esempio, paga attualmente intorno al
5,8% sui suoi prestiti, e giudica punitivo questo tasso.
 Olli Rehn, commissario europeo per gli Affari economici e
monetari, ha detto di ritenere che i tassi applicati a Grecia e
Irlanda debbano essere rivisti.
 Non è ancora chiaro a quanto ammonterebbe la riduzione, ma
la banca di investimento JP Morgan ha scritto in un rapporto che
per rendere sostenibili i debito di Grecia e Irlanda dopo il
2013, l'Unione europea deve estendere i prestiti di emergenza a
un tasso di interesse di circa un punto percentuale sopra i bund
tedeschi. 
 
 EFSF ACQUISTA BOND GOVERNATIVI
 Questa idea sembra aver perso quota; la Germania sembra
decisamente contraria a consentire che l'Efsf o l'European
Stability Mechanism (il meccanismo europeo di stabilità che
subentrerà all'EFSF da metà 2013) possano acquistare bond.
 Sono state avanzate proposte per consentire all'EFSF di
acquistare i bond governativi di un paese in difficoltà sul
mercato primario o secondario, oppure di concedere prestiti a
paesi come Grecia e Irlanda consentendo loro di riacquistare i
propri bond.
 Queste proposte restano sul tavolo, ma le obiezioni
sollevate da alti funzionari europei sono tali da rendere
difficile un accordo.
 Alcuni parlamentari tedeschi di maggioranza hanno presentato
una mozione il mese scorso chiedendo che i prestiti da parte
dell'Esm siano banditi. 
 In ogni modo l'argomento sarà discusso fino al 24-25 marzo
perché c'è chi vuole rendere più flessibile l'Efsf. Se il fondo
potesse acuistare bond sul mercato secondario avrebbe un ruolo
simile a quello della Bce che nei mesi scorsi ha comprato titoli
di paesi in difficoltà come il Portogallo. Questa idea è
supportata dalla Banca centrale e dalla Francia ma non dalla
Germania.
 
 STRESS TEST BANCARI
 Entro giugno l'Unione europea terrà una nuova serie di
stress test per le banche a condizioni più severe e
possibilmente con maggiore trasparenza rispetto allo scorso anno
per stabilire le perdite potenziali del sistema bancario e la
sua necessità di capitalizzazione. La metodologia sarà
annunciata il 18 marzo ma dal 4 sono stati distribuiti i
questionari alle banche.
 L'autorità bancaria europea (Eba) ha fatto sapere che la
liquidità non sarà parte formale del test ma gli analisti
ritengono che la liquidità sia un elemento di criticità che deve
essere valutato.
 Gli stress test pubblicati lo scorso luglio inizialmente
avevano rassicurato i mercati ma l'effetto positivo è svanito
quando le banche irlandesi, che avevano ottenuto buoni
risultati, sono andate in sofferenza. 
 Alcuni funzionari a Bruxelles ritengono che la crisi dei
debiti sovrani sia essenzialmente una crisi delle banche europee
e non si potrà risolvere adeguatamente fino a quando non si farà
luce sui debiti di molti istituti di grosso calibro.
 
 ALLUNGARE LE SCADENZE SUI DEBITI 
 Il capo della banca centrale tedesca Axel Weber ha proposto
di trasformare i prestiti internazionali per il salvataggio di
Grecia e Irlanda in prestiti trentennali, hanno riferito fonti
della zona euro. Le attuali scadenze sono triennali per la
Grecia e settennali per l'Irlanda.
 Non è chiaro se Weber possa contare sul sostegno del governo
tedesco ma il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble
non ha escluso una radicale revisione del debito greco. Fonti
europee dicono però che in questa fase tale ipotesi non è in
discussione.
 E' stata anche ventilata l'idea di uno swap del debito per
gli investitori privati, che sarebbero invitati a scambiare su
base volontaria i loro bond greci con nuovi titoli a scadenza
15-20 anni. 
 LINEA DI CREDITO FLESSIBILE
 Un'altra idea è consentire all'Efsf di estendere le linee di
credito a un paese a rischio all'interno di uno schema sul
modello della linea di credito flessibile del Fondo monetario
internazionale, che è già stata resa disponibile a Polonia,
Messico e Colombia. 
 Si tratterebbe di una misura precauzionale tesa a
riassicurare gli investitori sul fatto che il denaro è a
disposizione di un paese che ha fondamentali economici e
politiche di bilancio solide, ma che potrebbe trovarsi
temporaneamente in difficoltà sui mercati. 
 L'idea potrebbe essere incorporata nell'Esm ma è difficile
che possa riguardare l'Efsf perché la Germania insiste che il
ricorso al fondo debba essere l'ultima spiaggia, riferisce una
fonte della zona euro.
 
 PORTOGALLO
 Poco prima o poco dopo il pacchetto, l'Europa potrebbe
estendere il salvataggio al Portogallo per sistemare una grande
fonte di instabilità, anche se il salvatagggio potrebbe non
essere formalmente presentato come parte del pacchetto e il
Portogallo dovrebbe fare richiesta di aiuto.
 Lisbona si oppone ancora con forza all'idea di rivolgersi
all'Ue o al Fmi ma alcuni governi europei hanno aumentato la
pressione sul governo affinché prenda seriamente in
considerazione l'idea. 
 Il Portogallo potrebbe essere costretto a chiedere aiuto
prima di aprile, secondo una fonte, che stima intorno a 60-80
miliardi di euro il pacchetto di aiuti e spiega che non è ancora
chiaro quanto sia necessario per il settore bancario.
 
 PATTO DI COMPETITIVITA'
 Germania e Francia spingono affinché i paesi della zona euro
adottino misure economiche e fiscali che includano: limiti ai
debiti sovrani da introdurre nelle leggi nazionali; aumento
dell'età pensionabile legato all'andamento demografico; base
comune di valutazione per le tasse per le imprese; abolizione
delle norme che legano l'incremento dei salari all'inflazione;
introduzione di regimi unificati anti-crisi per le banche. 
 Molti Paesi della zona euro hanno rigettato le proposte ma a
seguito di consultazioni con la Commissione europea e con il
presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, è stata
elaborata una versione più annacquata del pacchetto che sembra
aver ottenutoun sostegno maggiore e potrebbe ottenere il via
libera dei 17 stati membri. Tra i passaggi che saranno inclusi
sembrano esserci l'insistenza per l'introduzione di limiti di
legge sul debito, un impegno ad aumentare l'età pensionabile in
linea con l'età della popolazione e uno sforzo per armonizzare
le tasse sulle imprese. Le altre proposte sono troppo
controverse per poter trovare un compromesso.