February 22, 2011 / 6:16 PM / 6 years ago

PUNTO 1 - Milleproroghe, altolà di Napolitano: troppe modifiche

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(Accorpa pezzi, aggiunge dettagli)

ROMA, 22 febbraio (Reuters) - Il decreto legge Milleproroghe presenta rilievi di incostituzionalità per l'ampiezza e l'eterogeneità delle modifiche introdotte durante il passaggio in Senato.

Lo scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera inviata ai presidenti delle Camere e al capo del governo, secondo quanto si legge in un comunicato.

La nota del Quirinale spiega che Silvio Berlusconi "ha convenuto sulle osservazioni", ma la notizia è una doccia fredda per il governo, che puntava a una rapida conversione del decreto a Montecitorio prima della decadenza, prevista il 27 febbraio prossimo.

Nella lettera, spiega il Quirinale, Napolitano "ha richiamato l'attenzione sull'ampiezza e sulla eterogeneità delle modifiche fin qui apportate nel corso del procedimento di conversione al testo originario del decreto-legge cosiddetto Milleproroghe".

Durante l'esame parlamentare il decreto si è infatti arricchito di numerose norme, sia ordinamentali che di spesa: la riorganizzazione della Consob, il nuovo regime fiscale sulle svalutazioni dei crediti bancari, l'ennesimo stop al pagamento delle multe inflitte ai produttori di latte.

Destino Decreto Non Chiaro, Governo Lavora a Soluzione

È proprio questa "prassi irrituale con cui si introducono nei decreti legge disposizioni non strettamente attinenti al loro oggetto" che Napolitano contesta, perché "si pone in contrasto con puntuali norme della Costituzione, delle leggi e dei regolamenti parlamentari". Una prassi che finisce tra l'altro per eludere "il vaglio preventivo spettante al capo dello Stato in sede di emanazione dei decreti legge".

Non è chiaro cosa possa succedere adesso, perché Napolitano nella lettera evita di dire esplicitamente se intenda o no promulgare il decreto se approvato in questa versione dalla Camera. Una delle strade che il Quirinale sembra suggerire al governo è "una almeno parziale reiterazione del testo originario del decreto legge Milleproroghe".

Altra via che Napolitano indica per superare l'impasse, qualora non sia possibile modificare il testo approvato dal Senato, consiste nell'adozione "successivamente di possibili norme interpretative e correttive". Sempre che Napolitano "ritenga, in ultima istanza, di procedere alla promulgazione della legge", dice la lettera, il cui testo integrale è stato letto in aula a Montecitorio dal presidente Gianfranco Fini.

"Devo infine avvertire che, a fronte di casi analoghi, non potrò d'ora in avanti rinunciare ad avvalermi della facoltà di rinvio, anche alla luce dei rimedi che l'ordinamento prevede nell'eventualità della decadenza di un decreto legge", aggiunge il Capo dello Stato.

Giuseppe Fonte

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