18 febbraio 2011 / 11:17 / 7 anni fa

PORTAFOGLI - Meno debito Italia in nuovi benchmark Lombard Odier

MILANO, 18 febbraio (Reuters) - Meno Italia, Francia e Spagna, più Germania, Olanda, Austria e Finlandia nel proprio portafoglio di bond governativi della zona euro. E, a livello internazionale, spazio a Cina e India.

Sono alcune delle conseguenze pratiche del progressivo passaggio dei fondi obbligazionari di Lombard Odier investment managers dai tradizionali benchmark basati sulla capitalizzazione a quelli basati sui fondamentali.

"I benchmark market cap ti obbligano ad investire nei paesi più indebitati" spiega il responsabile reddito fisso e valute del gestore svizzero, Stephane Monier, che ha incontrato Reuters a Milano. "La Grecia ad esempio è un paese assai indebitato ma molti se lo sono trovato in portafoglio, costretti poi a svendere quando il rating è sceso sotto l'investment grade".

Lombard Odier propone nuovi benchmark basati principalmente su due aspetti, dimensione e crescita del paese emittente. Ad essi si aggiungono altri criteri: debito pubblico e privato, quota di debito detenuta da stranieri, equilibrio fiscale, copertura della spesa pensionistiche, equilibrio estero, per finire con dinamica demografica e rischio politico.

Dei 12 fondi obbligazionari caratterizzati da strategia 'direzionale' del gestore, tre hanno abbracciato i nuovi benchmark nel 2010 e altri tre lo faranno quest'anno, per un quota complessiva, entro fine 2011, del 60-70% delle masse relative.

Il team Fixed Income di Lombard Odier gestisce complessivamente circa 10,8 miliardi di euro, di cui 6,8 miliardi in strategie obbligazionarie direzionali.

"Il risultato è che stiamo aggiungendo nei nostri portafogli più titoli scandinavi e più emergenti, come Cina, India, Messico, Turchia, Corea o Polonia" sottolinea Monier.

A livello globale, sotto i nuovi benchmark, l'emittente su cui va il peso maggiore resta gli Stati Uniti ma con una percentuale che scende da oltre il 25% a circa il 17%. Ancora più netta la variazione per il Giappone, da oltre il 25% a poco più del 5%. L'Italia passa da una quota di circa l'8% a meno del 5%. Attorno al 5% balza invece il Messico, praticamente inesistente con un approcio market cap; Svizzera, Olanda, Austria, Norvegia, Svezia, Australia sono tutti esempi di paesi che sotto un approcio fondamentale vedono crescere sensibilmente il proprio peso all'interno di un portafoglio globale.

Restringendo l'analisi all'area euro i benchmark basati sui fondamentali premiano la Germania che si consolida con un peso che sale da circa il 22% a oltre il 25%. Per Italia e Francia invece, ora rispettivamente al 25% e al 21%, i pesi scendono a poco più del 5% e a meno del 10%. La Finladia balza addirittura al 17% del peso di portafoglio, Olanda e Austria attorno al 10%.

"Sarà sempre più fondamentale la qualità dell'emittente se, come credo, passerà la linea Merkel dal 2013: cioè non si potrà più fare automaticamente contro sul bail-out tedesco, come avvenuto finora" nota Monier.

Paradossalmente a beneficiare del nuovo approcio è anche l'Irlanda il cui peso passa dal 2 all'8%.

"A favorire un paese come l'Irlanda è la dinamica demografica molto buona" spiega il gestore.

CORPORATE BOND, PIACCIONO EDISON E A2A

Cambio metodologico per Lombard Odier anche in materia di corporate bond, con un'ampia revisione dei pesi dei vari settori all'interno dei prori fondi. "Pesiamo i settori in linea con le stime di Eurostat sul contributo di ciascuno di essi alla crescita economica" afferma Monier. "Il peso di un settore come quello retail e servizi diventa fondamentale, il 35%, così come chimica e farmacautica al 17%, mentre settori su cui tradizionalmente c'è molta esposizione - tlc e banche - vengono sottopesati rispettivamente all'11% e al 6%".

All'interno di ciascun settore la scelta dell'emittente segue diversi parametri, quali dimensione, leva, copertura investimenti, generazione di cassa, crescita di debito e utili e - per il settore bancario - profilo di raccolta e qualità degli asset.

La nuova metodologia premia due bond italiani, Edison EDN.MI e A2a (A2.MI), inseriti tra i sei titoli utility del fondo che investe nelle classi di rating BBB e BB (che dovrebbe essere peraltro registrato in Italia in tempi brevi): le obbligazioni Edison costituiscono l'1% dell'intero fondo, quelle A2A quasi lo 0,8%.

Giulio Piovaccari

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