Giovanni Crespi, Consob non ravvede obbligo Opa in risanamento

lunedì 14 febbraio 2011 09:42
 

MILANO, 14 febbraio (Reuters) - Secondo la Consob il piano di risanamento della Giovanni Crespi GCRE.MI non comporta obbligo di Opa perchè l'eventuale superamento della soglia del 30% del socio Margherita Crespi rientrerebbe in un'operazione di "salvataggio".

Lo si legge nella newsletter della Commissione.

Il gruppo Crespi, che produce e commercializza materiali speciali di varia natura, ha stipulato a dicembre un'operazione di ricapitalizzazione e ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 67 della Legge Fallimentare.

"La Commissione ritiene sussistenti sia il presupposto dello stato di crisi della Giovanni Crespi, sia quello relativo alla predisposizione del piano di ristrutturazione del debito, fermo restando che rimane esclusa ogni valutazione da parte della Consob in merito all'idoneità di quest'ultimo a conseguire in concreto gli obiettivi di risanamento prefissati", si legge nel parere pubblicato sul sito Consob. "Per ciò che concerne l'aumento di capitale, l'eventuale superamento da parte del socio Margherita Crespi della soglia del 30% del capitale sociale di Giovanni Crespi (dall'attuale 9,22%, detenuto direttamente, potrebbe salire al 39,71%) deriverebbe, secondo quanto rappresentato nella richiesta di parere, dall'esercizio dei rispettivi diritti di opzione, nonché dall'eventuale ulteriore sottoscrizione delle azioni che risultassero inoptate a seguito dell'aumento di capitale".

La Consob ha quindi espresso l'avviso che "all'operazione prospettata, così come descritta nella richiesta di parere, sia applicabile l'esenzione "da salvataggio".