9 febbraio 2011 / 12:48 / 7 anni fa

PUNTO 3 - Da Cdm via a piano sviluppo, Tremonti guarda a Ue

* Tremonti guarda a Ue per piano crescita

* Berlusconi annuncia fiducia su federalismo municipale

* Chiusa entro aprile ricognizione su fondi per Sud

(Aggiunge dettagli a paragrafo 5 e 9)

ROMA, 9 febbraio (Reuters) - Via libera in Consiglio dei ministri alla modifica della Costituzione sulla libertà d'impresa e alla riforma degli incentivi, prima mossa di un piano italiano per il rilancio dell'economia che prenderà corpo in aprile, al termine di un confronto con l'Unione europea.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parla in conferenza stampa a Palazzo Chigi di una "nuova fase del lavoro di governo tutta tesa al sostegno dell'economia", ma nessuno dei provvedimenti approvati oggi ha immediata efficacia.

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dice che l'agenda italiana per la crescita "è dettata e definita dall'Europa in Europa", con il supporto di organismi internazionali come Fmi e Ocse. Tremonti si riferisce al Piano nazionale delle riforme che l'Italia, al pari di tutti gli altri paesi europei, dovrà pubblicare entro metà aprile, assieme al nuovo quadro macroeconomico e di finanza pubblica.

"Oggi c'è stato un buon Cdm, contiamo di continuare quel lavoro e di arrivare all'appuntamento europeo con le carte in regola. Questo è quello che conta, il resto sono solo polemiche", ha aggiunto il titolare dell'Economia in quella che sembra una allusione alle frizioni dentro il governo sulla linea di politica economica.

Subito dopo Tremonti ha lasciato Palazzo Chigi per andare a testare, in un viaggio fino a Reggio Calabria, la rete ferroviaria e stradale del Mezzogiorno. Con lui viaggiano i segretari di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

Berlusconi si è detto "assolutamente" tranquillo sul fatto di avere una maggioranza adeguata alla Camera. Il Capo del governo ha quindi annunciato di voler porre la questione di fiducia sul federalismo municipale, respinto venerdì scorso dal Quirinale perché il governo non aveva presentato le dovute "comunicazioni" alle Camere.

CAMBIA L'ARTICOLO 41: PERMESSO TUTTO CIÒ CHE NON È VIETATO

"L'iniziativa e l'attività economica privata è libera ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato". Così recita il nuovo articolo 41 della Costituzione, secondo il disegno di legge costituzionale approvato oggi. Un testo che deve tuttavia essere ancora "perfezionato", ha detto Berlusconi.

Poiché modifica la Costituzione, il ddl richiederà doppio esame di Camera e Senato con un intervallo di almeno sei mesi tra una lettura e l'altra. Avrà quindi un lungo percorso parlamentare, anche in caso di accordo con le opposizioni.

Approvata anche la riforma degli incentivi fiscali, che dal 2012 promette di destinare metà dei fondi alle piccole e medie imprese tramite procedure veloci o automatiche. Previsti tre strumenti: la categoria dei voucher, gli incentivi erogati in base a progetti su bandi di gara e, infine, una categoria di incentivi sulle procedure negoziali per gli investimenti al di sopra dei 20 milioni.

Ritirata, invece, la legge sulla concorrenza. Sarà recuperata "nel tavolo di semplificazione del ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli", dice una fonte governativa.

A chi chiedeva quanto valesse l'effetto espansivo del pacchetto sulla crescita dell'economia, Berlusconi ha risposto: "L'abbiamo valutata dell'1,5%. Pensiamo sia il minimo e speriamo di migliorarlo". Le ultime stime del governo danno il Pil in crescita dell'1,3% nel 2011.

PIANO SUD, ENTRO APRILE RICOGNIZIONE SU FONDI DISPONIBILI

Raffaele Fitto, ministro per gli Affari regionali, ha esposto una relazione sul Piano Sud, indicando una tabella di marcia per arrivare a definire la mole di risorse disponibili tra finanziamenti nazionali ed europei.

Il timing prevede un confronto con la Commissione europea e con le regioni da chiudere entro febbraio. Da marzo, il governo approverà via via le delibere Cipe "con i grandi programmi nazionali e gli interventi regionali".

"Tutto questo entro il 30 di aprile", ha detto Fitto.

Nessuna novità sul piano casa, che avrebbe dovuto assumere la forma di un decreto legge ma si è bloccato dopo il terremoto abruzzese del 6 aprile 2009.

"Vorrei ricordare che il piano casa che avevo immaginato l'altro anno prevedeva una immissione di 70 miliardi di euro nell'economia. Alcune regioni non hanno fatto nulla, altre hanno approvato il piano", ha ricordato Berlusconi, annunciando un futuro provvedimento legislativo per ridurre gli "adempimenti burocratici" che gravano sull'edilizia residenziale.

Paolo Biondi e Giuseppe Fonte

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