February 7, 2011 / 11:07 AM / 6 years ago

PUNTO 2-Fiat,da fusione Chrysler gruppo multilocalizzato-Sacconi

6 IN. DI LETTURA

*Marchionne ventila ipotesi trasferire sede Fiat a Detroit

*Governo dice riceverà Marchionne in settimana

*Per Cgil intervento esecutivo è tardivo

*Borsa premia azioni Fiat risp e priv

(aggiunge commento Camusso, trader, quotazioni titolo)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 7 febbraio (Reuters) - Il governo si è deciso a convocare, probabilmente questa settimana, l'Ad di Fiat FIA.MI Sergio Marchionne, per ottenere dei chiarimenti sul destino del Lingotto dopo l'annuncio di un possibile trasferimento della 'testa' del gruppo in Usa a seguito della fusione con Chrysler.

L'esecutivo, sulla base delle dichiarazioni del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sembra comunque aver già accettato l'idea di una multinazionale con diversi quartieri generali, uno solo dei quali resterebbe a Torino.

Parlando nel fine settimana a San Francisco, Marchionne ha detto che la fusione Fiat-Chrysler potrebbe avvenire in due, tre anni e che la 'testa' del gruppo potrebbe essere a Detroit, storica sede delle case automobilistiche statunitensi.

Durante il weekend il presidente della Fiat John Elkann ha fatto sapere che lo scenario più probabile è che si creino quattro centri direzionali: Torino per l'Europa, Detroit per il Nord America; e poi il Brasile e l'Asia per i mercati emergenti.

"Credo che quelle affermazioni [di Marchionne] debbano essere collocate nella giusta dimensione, quella che avrà modo di dirci l'Ad di Fiat nei prossimi giorni quando lo incontreremo su richiesta dello stesso presidente del Consiglio", ha detto Sacconi.

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SACCONI: TORINO HEADQUARTER CON DETROIT NON E' TRADIMENTO

"Confido che già in questa settimana si possa fare questo utile incontro con lo scopo di verificare lo stato degli investimenti in Italia e le prospettive di integrazione fra Fiat e Chrysler", ha aggiunto.

A chi gli chiedeva se un eventuale trasferimento negli Usa del quartier generale Fiat si potesse considerare un tradimento, il ministro ha risposto: "Se ci sarà una fusione fra Fiat e Chrysler, e noi abbiamo interesse a che si sviluppi quanto più, penso che questo gruppo sarà inevitabilmente multilocalizzato, avrà una testa in Usa per alcune missioni di prodotto e di mercato e avrà una testa in Europa, credo ragionevolmente e inevitabilmente in Italia per quanto riguarda altro prodotto e e altro mercato".

Più secco il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani per il quale "la testa della casa automobilistica deve restare a Torino", non solo la direzione generale, ma anche "il centro delle decisioni sui programmi e sulle strategie" perché la Fiat deve continuare a essere "una multinazionale italiana".

Stamani il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha definito tardiva l'iniziativa del governo - ma "meglio tardi che mai", ha aggiunto - e sull'ipotesi di trasferimento ha spiegato che quello che deve interessare "non è dove sia la sede legale [di Fiat] ma dove ci sarà la progettazione, la ricerca e la strategia del gruppo".

Le dichiarazioni del manager italo-canadese, che sarà udito dal parlamento il 15 febbraio, suscitano inquietudine sul ruolo che l'industria italiana è destinata ad avere nel prossimo futuro.

Fiat è l'unico grande gruppo industriale privato rimasto in Italia e nei mesi scorsi ha ingaggiato un braccio di ferro con i sindacati per modificare le condizioni di lavoro negli stabilimenti di Pomigliano d'Arco e Mirafiori.

Con la costituzione di due Newco per le due fabbriche, Marchionne, che si è spesso lamentato del fatto che Fiat non guadagni soldi in Italia, ha determinato la creazione di un contratto auto fuori da quello nazionale.

In cambio di un nuovo contratto per gli stabilimenti Fiat, l'Ad ha promesso un piano di investimenti da 20 miliardi per il progetto Fabbrica Italia, ma al momento si sa che sarà investito un miliardo per Mirafiori e 700 milioni a Pomigliano.

Attorno alle 13,00 il titolo Fiat guadagnava lo 0,71% in linea con Piazza Affari. Un trader sottolinea che "il mercato reagisce ad ogni dichiarazione di Marchionne. Le parole sullo spostamento del quartiere generale in Usa sono un modo di dire che l'Italia è un peso per Fiat e questo piace al mercato".

Secondo Banca Akros, "la notizia è positiva, in particolare per le azioni risparmio e privilegiate" in quanto la loro conversione in ordinarie portrebbe facilitare il processo di fusione.

Le Fiat risp FIAn.MI salgono del 3%, le priv FIA_p.MI del 2,5%.

Fiat detiene il 25% di Chrysler e potrà salire al 51% una volta rimborsati i debiti ai governi di Usa e Canada. Il Lingotto ha ottenuto, al momento dell'intesa, una partecipazione del 20% e ha diritto di ricevere un 5% a titolo gratuito, al verificarsi di ognuno di tre "Performance Event", entro il 2011.

Se Fiat non riuscisse a raggiungere uno o più obiettivi potrà acquistare (Alternative Call Option) le partecipazioni corrispondenti a partire dal gennaio 2013.

Francesca Piscioneri

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