7 febbraio 2011 / 09:59 / 7 anni fa

Fiat, dopo fusione con Chrysler gruppo multilocalizzato -Sacconi

ROMA, 7 febbraio (Reuters) - Il governo spera di incontrare questa settimana l‘AD di Fiat FIA.MI, Sergio Marchionne, per ottenere dei chiarimenti sul destino del Lingotto dopo l‘annuncio di un possibile trasferimento della ‘testa’ del gruppo a Detroit, in Usa, a seguito della fusione con Chrysler.

L‘esecutivo, sulla base delle dichiarazioni del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sembra comunque aver già accettato l‘idea di una multinazionale con diversi quartieri generali, uno solo dei quali resterebbe a Torino.

“Credo che quelle affermazioni [di Marchionne] debbano essere collocate nella giusta dimensione, quella che avrà modo di dirci l‘Ad di Fiat nei prossimi giorni quando lo incontreremo su richiesta dello stesso presidente del Consiglio”, ha detto Sacconi.

“Confido che già in questa settimana si possa fare questo utile incontro con lo scopo di verificare lo stato degli investimenti in Italia e le prospettive di integrazione fra Fiat e Chrysler”.

Fiat detiene il 25% di Chrysler e potrà salire al 51% una volta rimborsati i debiti ai governi di Usa e Canada. Il Lingotto ha ottenuto, al momento dell‘intesa, una partecipazione del 20% e ha diritto di ricevere un 5% a titolo gratuito, al verificarsi di ognuno di tre “Performance Event”.

Il primo, raggiunto il 10 gennaio, corrisponde al “momento in cui Chrysler ottiene le autorizzazioni regolamentari per un motore basato sulla famiglia Fire di Fiat da produrre negli Stati Uniti e si impegna a iniziare questa produzione”.

Il secondo si verificherà quando “Chrysler avrà effettuato vendite complessive al di fuori dei Paesi Nafta per 1,5 miliardi di dollari e avrà sottoscritto accordi di distribuzione in Sud America di alcuni prodotti Chrysler”.

Il terzo “quando Chrysler avrà ricevuto le autorizzazioni regolamentari per una autovettura basata su una piattaforma Fiat con almeno 40 mpg (miglia per gallone) e si sarà impegnata a produrre detta vettura negli Stati Uniti”.

Marchionne ha detto che punta a realizzare i tre eventi entro il 2011.

Se Fiat non riuscisse a raggiungere uno o più obiettivi potrà acquistare (Alternative Call Option) le partecipazioni corrispondenti a partire dal gennaio 2013.

Parlando nel fine settimana a San Francisco, Marchionne ha detto che la fusione Fiat-Chrysler potrebbe avvenire in due tre anni e che la ‘testa’ del gruppo potrebbe essere a Detroit, storica sede delle case automobilistiche statunitensi.

Durante il weekend il presidente della Fiat John Elkann ha fatto sapere sul Corriere della Sera che lo scenario più probabile è che si creino quattro centri direzionali: Torino per l‘Europa, Detroit per il Nord America; e poi il Brasile e l‘Asia per i mercati emergenti.

A chi gli chiedeva se un eventuale trasferimento negli Usa del quartier generale Fiat si potesse considerare un tradimento, il ministro ha risposto: “Se ci sarà una fusione fra Fiat e Chrysler, e noi abbiamo interesse a che si sviluppi quanto più, penso che questo gruppo sarà inevitabilmente multilocalizzato, avrà una testa in Usa per alcune missioni di prodotto e di mercato e avrà una testa in Europa, credo ragionevolmente e inevitabilmente in Italia per quanto riguarda altro prodotto e e altro mercato”.

Marchionne sarà udito dal parlamento il 15 febbraio prossimo.

Francesca Piscioneri

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