PUNTO 1-Berlusconi a Bersani: "piano bipartisan per la crescita"

lunedì 31 gennaio 2011 10:02
 

(aggiorna con reazione Pd in secondo e terzo paragrafo)

ROMA, 31 gennaio (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha proposto al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, di lavorare insieme in Parlamento a "un grande piano bipartisan" per rilanciare la crescita economica, in una lettera pubblicata oggi dal Corriere della Sera.

Dal Pd la prima reazione è del responsabile per la politica economica, Stefano Fassina, che ad Affaritaliani.it ha detto: "Quella del presidente del Consiglio è pura propaganda e anche di pessima qualità... Temo che sia fuori tempo massimo".

"E' un tentativo disperato per parlare d'altro e far finta di essere concentrato sui problemi del Paese, quanto invece è solo occupato a difendersi dalle sue nottate con le ragazzine di Arcore".

Nella lettera sul Corriere Berlusconi non menziona lo scandalo sessuale che lo coinvolge e lo vede indagato per prostituzione minorile e concussione, ma accenna alla "particolare aggressività che per ragioni esterne alla dialettica sociale e parlamentare affligge il sistema politico".

Rilancia invece sul terreno economico rivolgendosi direttamente al leader del Pd, che "ha la cultura pragmatica di un emiliano" ed "è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo".

La proposta: "agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano per la crescita dell'economia italiana".

Ancora una volta Berlusconi prende nette distanze dall'idea di introdurre un'imposta patrimoniale. Suggerisce invece un piano "il cui fulcro è la riforma costituzionale dell'articolo 41 (sull'iniziativa economica privata, ndr.)... e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani".

Secondo il premier, il momento è propizio, "specialmente dopo il varo dello storico accordo sulle relazioni sociali di Pomigliano e Mirafiori".

L'obiettivo, spiega, è portare la crescita economica oltre il 3-4 per cento in cinque anni -- necessaria per ridurre il peso del debito pubblico.

(Roberto Landucci)