25 gennaio 2011 / 10:56 / 7 anni fa

Fmi, ancora rischi in Ue: aumenti dotazione Efsf, risani banche

* Europa rafforzi fondo di salvataggio Efsf

* Banche europee si sottopongano a rigidi stress-test

* Rischi inflazione in economie emergenti

di Phumza Macanda e Ed Cropley

JOHANNESBURG, 25 gennaio (Reuters) - L'Europa deve rafforzare il suo fondo di salvataggio per ridurre il rischio di una rinnovata instabilità per l'economia mondiale.

Lo sostiene il Fondo monetario internazionale nell'aggiornamento del suo Global Financial Stability Report pubblicato stamane insieme a una revisione del World economic outlook (Weo).

Sul fronte della crescita il Fondo lancia un segnale incoraggiante, alzando la sua previsione per la crescita mondiale di quest'anno a 4,4% da 4,2% indicata nel Weo di ottobre e indicando un'espansione del 4,5% l'anno prossimo, grazie anche agli sgravi fiscali decisi dagli Stati Uniti.

Tuttavia, nel Global Financial Stability Report, l'Fmi sostiene che l'effettivo ammontare del fondo di salvataggio europeo deve essere aumentato e che le banche devono essere sottoposte a un rigoroso stress-test per riportare fiducia sui mercati.

"Problemi in Grecia e ora in Irlanda hanno riacceso i dubbi sulla sostenibilità del debito sovrano e sulla solidità del settore bancario in un insieme più ampio di paesi della zona euro e, eventualmente, più oltre", si legge nei documenti del Fondo pubblicati da Johannesburg.

Il timore è che il fondo European Financial Stability Facility, che ha un ammontare nominale di 440 miliardi di euro ma una capacità effettiva di prestito attorno ai 250 miliardi possa essere svuotato in caso di salvataggio di una delle grandi economie europee.

In Europa il dibattito sull'aumento delle risorse dell'Efsf è in corso, ma la Germania resiste alla proposta e sembra disposta ad accettare questa misura solo a fronte di contropartite e di un accordo complessivo sul pacchetto di misure per fronteggiare la crisi che sarà presentato al consiglio europeo di fine marzo.

Il Fondo sostiene che le banche europee hanno bisogno di ulteriori stress-test per assicurare la loro capacità di reagire agli shock. Le banche non risanate devono essere chiuse, dice Washington.

Il legame tra bilanci fragili delle banche europee e difficoltà dei paesi sovrani sono la ragione principale perché a quasi quattro anni dallo scoppio della crisi il Fondo sostiene che la stabilità finanziaria globale rimane a rischio.

Tornando al fronte macroeconomico, il Fondo sostiene che sono ancora i paesi emergenti a trainare la crescita mondiale, anche se migliora la situazione degli avanzati.

L'Fmi deve rischi di un surriscaldamento dell'inflazione nei paesi emergenti, ma non ritiene che un aumento dei prezzi sia un timore significativo per i paesi avanzati.

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