19 gennaio 2011 / 18:54 / 7 anni fa

PUNTO 1 - Federalismo, a comuni 2% Irpef, cedolare secca al 23%

(Accorpa pezzi, aggiunge altre parti decreto)

ROMA, 19 gennaio (Reuters) - Compartecipazione all'Irpef pari al 2% per i comuni, aliquota al 23% per i canoni di affitto non concordati, una sorta di mini quoziente familiare da 400 milioni di euro e la nuova tassa di soggiorno fino a 5 euro a carico dei turisti.

Sono questi i punti principali del nuovo decreto legislativo sul Federalismo municipale che il governo ha depositato oggi in Parlamento.

La commissione bicamerale, dove il voto dei finiani di Futuro e libertà è determinante, dovrà esprimere un parere sul decreto mercoledì prossimo, 26 gennaio.

"Se non si realizza il Federalismo fiscale vuol dire che non ci sono le condizioni per le riforme e politicamente la legislatura non ha più senso", ha avvertito oggi il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, a margine dei lavori parlamentari.

Dopo il parere della commissione il decreto dovrà tornare in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo.

Piatto forte del Federalismo municipale è l'introduzione, su base facoltativa e sin da quest'anno, dell'aliquota secca al 23% sui redditi da locazione, che assume carattere sostitutivo per la quota parte di Irpef, addizionali locali e imposta di bollo sul contratto di affitto. Per i canoni concordati l'aliquota scende al 20%.

Una quota del gettito raccolto con la cedolare sarà destinata, nel limite di 400 milioni, "ad interventi in favore delle famiglie dei conduttori di unità immobiliari adibite ad abitazione principale, con particolare riguardo al numero di figli a carico".

STRETTA SU CASE FANTASMA. TASSA SOGGIORNO FINO A 5 EURO

Il nuovo decreto prevede che ai comuni sia attribuita una compartecipazione al gettito Irpef del 2%.

Devoluto anche il 50% del gettito derivante dalla lotta all'evasione fiscale, "anche in relazione alle somme riscosse a titolo non definitivo". Un decreto del ministero dell'Economia stabilirà come recuperare le somme che dovranno essere rimborsate ai contribuenti "a qualunque titolo".

Il decreto quadruplica poi le sanzioni per chi non regolarizza in catasto le cosiddette "case fantasma" entro il nuovo termine del 31 marzo 2011 stabilito dal decreto legge Milleproroghe. Una quota del gettito, pari al 75%, sarà devoluto al comune dove "è ubicato l'immobile".

I comuni capoluogo di provincia potranno istituire una imposta di soggiorno a carico di chi dorme negli alberghi da 0,5 a 5 euro per notte. Il gettito servirà a finanziare interventi per il turismo.

DAL 2014 ARRIVA L'IMU SULLE SECONDE CASE

Il decreto prevede la nascita di un'imposta municipale propria dal 2014 che sostituirà, "per la componente immobiliare, l'imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, e l'imposta comunale sugli immobili".

L'aliquota dell'imposta, che non si applicherà alla prima casa ed alle sue pertinenze, sarà determinata anno per anno dalla Legge di stabilità.

I Comuni potranno modificare l'aliquota Imu, "in aumento o in diminuzione, fino a 0,3 punti percentuali".

Nel caso in cui l'immobile è in affitto, l'aliquota è ridotta alla metà, come nel caso di immobili che non producono reddito fondiario o appartengono a "soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle societa". In questi due ultimi casi, il comune ha la facoltà di modificare fino a 0,2 punti percentuali l'aliquota.

TASSA 9% SU VENDITE SECONDE CASE. DECRETO PER IRPEF COMUNI

Dal 2014 le compravendite di immobili saranno soggette a un prelievo pari al 9% del valore, che scende al 2% delle abitazioni principali, escluse case di lusso, ville e castelli. Ai comuni andrà il 30% del gettito riscosso.

Con un nuovo decreto legislativo, il governo provvederà al riordino dell'addizionale comunale Irpef, per dare maggiore autonomia fiscale ai sindaci.

Il riordino avverrà, spiega il decreto, "anche al fine di rideterminare l'aliquota di base della predetta addizionale", in sostituzione della compartecipazione Irpef al 2%, riducendo contestualmente le aliquote Irpef statali per "mantenere inalterato il prelievo fiscale complessivo".

Un ulteriore decreto servirà a riordinare la Tarsu, l'imposta sui rifiuti solidi urbani, "avendo riguardo anche alla superficie ed alla rendita catastale degli immobili, nonché alla composizione del nucleo familiare".

Giuseppe Fonte

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