17 gennaio 2011 / 09:51 / 7 anni fa

PUNTO 1- Eurogruppo discute di aumento dote Efsf, Germania frena

* Riunione ministri Finanze zona euro a Bruxelles

* Si discute di aumentare dotazione fondo Efsf

* Per Germania non c'è bisogno di incrementare risorse fondo

* Francia chiede "pacchetto esaustivo"

(Aggiunge dichiarazioni Lagarde)

BRUXELLES, 17 gennaio (Reuters) - Un ampliamento della reale potenza di fuoco del fondo di salvataggio europeo è in agenda nell'incontro tra i ministri delle Finanze dell'euro che si svolge oggi a Bruxelles, ma il tentativo di ridefinire gli strumenti a disposizione dei paesi in difficoltà prima della prossima richiesta di aiuto parte, ancora una volta, in salita. Il fondo di salvataggio, European Financial Stability Facility (Efsf), può teoricamente raccogliere sui mercati debito fino a 440 miliardi di euro. Per preservare il suo rating tripla 'A', tuttavia, può in realtà prestare ai paesi in crisi solo fino a 250 miliardi. Un eventuale ricorso al fondo da parte di Portogallo e Spagna spingerebbe al limite le risorse disponibili.

Dalla Commissione europea e dalla Banca centrale europea sono giunte la scorsa settimana sollecitazioni a incrementare la capacità effettiva di prestito dell'Efsf e a espanderne il raggio d'azione.

PER GERMANIA NESSUNA NECESSITÀ AL MOMENTO

La Germania, dal cui assenso dipende ogni modifica della rete di salvataggio predisposta per far fronte alla crisi del debito sovrano, non ritiene però prioritario un ampliamento della dotazione dell'Efsf.

Parlando alla radio pubblica tedesca il ministro delle Finanze Wolfgang Schaueble ha dichiarato oggi: "Non c'è alcuna necessità al momento".

Fonti europee riferiscono che l'esito positivo delle aste di titoli di Stato condotte la scorsa settimana da Spagna e Portogallo ha diminuito il senso d'urgenza rispetto a eventuali interventi nella capitale tedesca.

Berlino è infatti incline piuttosto a concentrare gli sforzi diplomatici sull'approvazione di un pacchetto esaustivo di misure anti-crisi che verrebbe sottoposto ai partner europei nel vertice Ue di marzo.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha dichiarato sabato che eventuali nuove misure per stabilizzare l'euro possono essere introdotte solo dopo aver varato un rafforzamento del coordinamento in campo economico.

"Non si può semplicemente sollevare un nuovo aspetto (della crisi del debito europeo) ogni giorno", ha detto Merkel.

"Se la discussione concerne un nuovo pacchetto di misure, è soprattutto importante sviluppare una strategia comprensiva che includa necessariamente un più stretto coordinamento economico", ha aggiunto parlando dopo un incontro con i collaboratori più stretti del suo partito cristiano-democratico.

ANCHE PER PARIGI SERVE SOLUZIONE GLOBALE

Parigi è apparsa finora più disponibile a un 'arricchimento' dell'Efsf ma le ultime dichiarazioni del ministro delle Finanze Christine Lagarde sembrano invece convergere verso le posizioni tedesche.

"Abbiamo bisogno di una soluzione globale. Non possiamo avere un piccolo incremento qua e un po' di flessibilità là, (serve) un rafforzamento della disciplina. Avremo bisogno di un pacchetto esaustivo e spero che ne venga presentato uno a marzo", ha detto Lagarde a radio Europe 1.

L'Efsf"dev'essere sostituito e rafforzato. Abbiamo avviato i colloqui ... e siamo d'accordo sulle linee di principio, stiamo valutandone l'applicazione", ha chiarito.

Funzionari Ue spiegano che tra le questioni aperte c'è la volontà della Francia di spingere perché l'Efsf acquisti direttamente i titoli dei paesi membri più vulnerabili, ipotesi sgradita alla Germania che vorrebbe invece che anche gli altri paesi Ue adottassero il 'freno al debito' introdotto da Berlino nel 2009 con la fissazione di criteri più stringenti di quelli di Maastricht sulla dinamica dell'indebitamento pubblico.

Berlino è inoltre contraria alla riduzione dei tassi d'interesse - fissati ora a livelli punitivi - ai quali l'Efsf fornisce aiuto ai paesi in difficoltà. Si tratta di una misura ritenuta invece necessaria dagli altri stati membri della zona euro.

Se il margine applicato dall'Efsf, attualmente pari a 300 punti base, dovesse essere abbassato, con ogni probabilità verrebbe applicato anche ai prestiti già concordati con Irlanda e Grecia.

"Il principio è di avere condizioni similari per tutti gli strumenti e tutti i paesi", commenta una fonte europea.

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