Patto Ue,lavori accelerano, Ungheria vuole accordo a marzo-fonti

venerdì 14 gennaio 2011 18:04
 

MILANO, 14 gennaio (Reuters) - Di ritorno dalla pausa natalizia, con l'inizio della presidenza Ue in mano all'Ungheria, il lavoro dei tecnici di Bruxelles sulla riforma del patto di stabilità europeo ha segnato un'accelerazione per assicurare un accordo in sede Ecofin entro marzo.

Le riunioni del gruppo di lavoro sul rafforzamento del Patto Ue sono diventate bisettimanali e, a spron battuto, i tecnici stanno discutendo i dettagli della proposta presentata dalla Commissione Ue a fine settembre.

Lo riferiscono alcune fonti comunitarie dopo che, parlando da Parma mercoledì scorso, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha detto i paesi dell'euro saranno in grado di avere regole per una sorveglianza più stringente dei conti pubblici nel corso del 2011.

"Sul patto di stabilità rafforzato gli ungheresi vogliono un accordo tra i ministri delle Finanze entro marzo" riferisce una fonte comunitaria.

Il patto di stabilità serve per coordinare le politiche fiscali dei paesi dell'euro imponendo tetti ai livelli di deficit e debito dei paesi membri. Tra i nuovi elementi proposti dalla Commissione un monitoraggio più stretto della spesa pubblica per i paesi con deficit eccessivo, una sorveglianza sugli squilibri macroeconomici nella zona euro e un nuovo criterio numerico per valutare la velocità di riduzione del debito pubblico in caso di superamento della soglia del 60%.

"La tabella di marcia del gruppo di lavoro del Consiglio Ue prevede ora incontri bisettimanali e si mira a portare la riforma in discussione all'Ecofin se non già a metà febbraio, almeno a metà marzo, in modo da avere un deal entro la fine di quel mese", dice un altro funzionario che è a conoscenza dei lavori del team di esperti.

Il target di fine marzo sembra, però, molto ambizioso e legato a un compromesso politico, che completi il lavoro dei tecnici sancendo uno scambio di concessioni incrociate tra i paesi più rigoristi e quelli più pragmatici.

"I punti più controversi rimangono quelli relativi alla sorveglianza del debito, come l'introduzione del debito privato a fianco di quello pubblico e l'inserimento di un criterio numerico per valutare il ritmo di riduzione del debito/Pil", riferisce il funzionario.

"Ci sono alcuni paesi, come ad esempio, l'Olanda, che hanno chiesto addirittura di irrigidire ulteriormente le proposte della Commissione" riferisce il funzionario. "La Francia, invece, insieme all'Italia sottolinea maggiormente i rischi che una governance economica troppo stringente soffochi la crescita e imponga vincoli irrealistici ai paesi della moneta unica".

Per l'Italia tutti i dettagli sul rafforzamento del monitoraggio del debito avranno un forte impatto sulla politica fiscale del prossimo decennio dal momento che Roma a fine 2011 avrà un debito intorno al 119% del Pil, quasi il doppio del 60% fissato da Maastricht.