Risanamento, aumento capitale da 17 gennaio a 4 febbraio

giovedì 13 gennaio 2011 16:42
 

MILANO, 13 gennaio (Reuters) - L'aumento di capitale di Risanamento (RN.MI: Quotazione) inizierà il 17 gennaio per concludersi il 4 febbraio, con i diritti di opzione negoziabili in borsa fino al 28 gennaio.

Lo dice una nota diffusa dalla società dopo che Consob ha rilasciato l'autorizzazione alla pubblicazione del prospetto informativo.

Le azioni ordinarie oggetto dell'offerta in opzione rivengono dall'aumento di capitale a pagamento, in forma inscindibile, deliberato dall'assemblea straordinaria di Risanamento del 30 ottobre per un ammontare complessivo di 150,28 milioni di euro, mediante emissione di 536.714.338 azioni ordinarie da offrire in opzione agli aventi diritto al prezzo di 0,28 euro ciascuna, sulla base del rapporto di 46 azioni ogni 25 diritti di opzione detenuti.

A tutti i titolari di azioni ordinarie spetta un diritto di opzione per ogni azione detenuta e a tutti i titolari delle obbligazioni convertibili emesse con il prestito denominato "220,000,000 euro 1.00 per cent Convertible Bond due 2014" emesso da Risanamento il 10 maggio 2007 spettano 7.889 diritti di opzione per ogni obbligazione detenuta.

La nota ricorda che l'aumento di capitale in opzione si inserisce nell'ambito della ristrutturazione dell'indebitamento di Risanamento e di alcune società del gruppo che ha portato alla sottoscrizione, il 2 settembre 2009, dell'accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare, omologato dal Tribunale di Milano.

Nell'ambito dell'aumento i soci di riferimento Zunino Investimenti Italia, Nuova Parva e Tradim (tutti in liquidazione) si sono impegnati a cedere a Intesa San Paolo, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Banca Popolare di Milano i diritti di opzione di loro titolarità. Il comunicato evidenzia inoltre che, ai sensi dell'accordo di ristrutturazione, le banche si sono anche impegnate a sottoscrivere l'eventuale inoptato.

Gli impegni di sottoscrizione assunti dalle banche potranno essere adempiuti, a scelta di ciascun istituto, mediante versamento in denaro o tramite compensazione con crediti chirografari vantati nei confronti di Risanamento, fermo restando l'impegno delle banche, per quanto riguarda l'eventuale inoptato, a versare in denaro l'eventuale differenza tra l'importo di 35,1 milioni di euro e l'importo versato in denaro dagli aventi diritto (incluse le banche).

Consob ha confermato il provvedimento di esenzione emesso con comunicazione del 3 settembre 2009, provvedimento che dispone la non obbligatorietà per le banche di procedere, successivamente alla ricapitalizzazione, a un'offerta di acquisto ai sensi dell'art. 106, comma 1, TUF, conclude la nota.

Per leggere il testo integrale del comunicato diffuso dalla società i clienti Reuters possono cliccare su [ID:nBIA134c9]