Giappone acquisterà bond zona euro con riserve attuali -minfin

martedì 11 gennaio 2011 09:00
 

TOKYO, 11 gennaio (Reuters) - Il Giappone acquisterà obbligazioni della zona euro questo mese, a dimostrazione di fiducia nello European Financial Stability Facility nel momento in cui la zona euro è alle prese con la crisi del debito, ma gli operatori del mercato dubitano che il gesto posta offrire molto sollievo all'euro.

Il ministro delle Finanze Yoshihiko Noda oggi ha detto ai giornalisti, dopo una riunione di governo, che Tokyo sta valutando l'acquisto di circa il 20% di bond della zona euro che verranno lanciati congiuntamente alla fine del mese per raccogliere fondi per sostenere l'Irlanda.

Il Giappone utilizzerà le sue riserve in euro attuali per pagare le emissioni, ha detto Noda. L'offerta del Giappone arriva dopo che la Cina ha ribadito il suo impegno a comprare debito spagnolo e gli analisti dicono che ciò riflette la preoccupazione di Tokyo per l'impatto della crisi sulla sua economia dipendente dall'export, nel tentativo di riaffermarsi sulla scena mondiale.

"Penso che sia opportuno per il Giappone acquistare un certo quantitativo di bond per rafforzare la fiducia nell'EFSF (European Financial Stability Facility) e dare un contributo da grande paese" ha detto Noda.

L'Unione europea ha istituito un fondo di 440 miliardi di euro come rete di sicurezza per le nazioni fortemente indebitate della zona euro, ma non è riuscita a dissuadere gli investitori a scommettere su più piani di salvataggio.

L'annuncio del Giappone ha fatto salire la moneta unica fino a 1,2992 dollari EUR= sulla piattaforma di trading EBS da circa 1,2925 dollari. Ma in seguito è tornata indietro, quando è diventato chiaro che Tokyo avrebbe utilizzato le sue riserve in euro attuali per acquistare i bond e gli analisti si aspettano che l'impatto del gesto del Giappone sarà di breve durata.

"Non credo che questi commenti possano cambiare le prospettive per l'euro" ha detto Todd Elmer, strategist per il forex per Citi a Singapore.

"Nonostante il fatto che stiamo vedendo questa ondata di sostegno internazionale, in realtà non cambia l'indirizzo o il problema di fondo e non cambierà fino a quando le autorità europee troveranno una soluzione più completa".