22 dicembre 2010 / 16:43 / tra 7 anni

PUNTO 3-Premafin, accordo su debito, CS amplia consorzio aumento

(riscrive, aggiunge nota, dettagli)

MILANO, 22 dicembre (Reuters) - Premafin PRAI.MI chiude la partita sul riscadenziamento del debito da 322,5 milioni di euro, mentre si completa un tassello importante per l‘aumento di capitale della holding con la formazione del consorzio di garanzia da parte di Credit Suisse CSGN.VX.

Il nuovo accordo che rimodula il contratto di finanziamento siglato il 22 dicembre 2004 prevede la sospensione delle rate della linea Term Loan A che scadono a fine 2010 e fine 2011 e la riduzione rispettivamente a 15 e 35 milioni di quelle a fine 2012 e fine 2013, spiega una nota.

A garanzia dell‘operazione il pegno sull‘intero pacchetto di azioni ordinarie Fonsai FOSA.MI in mano a Premafin. La liberazione delle azioni in pegno potrà avvenire in relazione all‘andamento dei corsi di borsa del titolo Fonsai e del margine di solvibilità del gruppo Fondiaria-Sai.

L‘accordo originario prevedeva il pegno di una parte delle azioni Fonsai ma anche dei covenant legati all‘andamento dei corsi di borsa. Con la nuova formulazione il pegno riguarda l‘intero pacchetto, anche post aumento di capitale, ma scompaiono i covenant, come spiega una fonte vicina alla situazione.

Sempre in base all‘accordo con l‘esecuzione dell‘aumento Premafin è previsto un ulteriore rimborso entro il 30 giugno 2011 di 40 milioni della linea Term Loan A e di 10 milioni di quella Revolving B, quest‘ultima però riutilizzabile fino alla scadenza del finanziamento prevista il 31 dicembre 2014.

Infine, in caso di mancata esecuzione dell‘aumento, si attiva una nuova linea di credito revolving da 15 milioni.

Le banche finanziatrici sono sette: UniCredit (CRDI.MI), Mediobanca (MDBI.MI), Intesa Sanpaolo (ISP.MI), Bpm PMII.MI, Banco Popolare BAPO.MI, Cariparma e Interbanca.

“Siamo molto soddisfatti del nuovo accordo di finanziamento perfezionato oggi nel rispetto dei tempi che ci eravamo prefissati. Grazie ai termini concordati con gli istituti bancari abbiamo messo un importante punto fermo che ci consente di affrontare il futuro con maggiore tranquillità”, afferma il presidente di Premafin Giulia Ligresti in una dichiarazione resa dopo l‘annuncio dell‘accordo.

PER AUMENTO CAPITALE CONSORZIO A CINQUE

Per ciò che riguarda l‘aumento di capitale da 225,7 milioni, Credit Suisse ha allargato il consorzio di garanzia a KBW e Royal Bank of Scotland (RBS.L) come joint lead manager e a Banca Akros ed Equita come co-lead manager.

Una fonte vicina alla situazione aveva prima riferito che lo stesso consorzio si occuperà dell‘aumento di capitale Fonsai fino a 460 milioni.

L‘aumento Premafin rientra nell‘accordo siglato a fine ottobre e poi rivisto a novembre con Groupama per l‘ingresso dei francesi nel capitale della holding.

Il prezzo di sottoscrizione era stato fissato in ottobre a 1,1 euro, ben sopra i corsi di borsa del titolo negli ultimi mesi (oggi il titolo ha chiuso a 0,79 euro). Ciò rendeva difficile la sottoscrizione dell‘aumento di capitale da parte dei soci di minoranza.

A novembre è stato stabilito che il prezzo di sottoscrizione venga fissato in considerazione delle condizioni di mercato. Groupama, investendo sempre 145,7 milioni, acquisterà parte dei diritti di opzione spettanti alla famiglia Ligresti arrivando al 17,1% post aumento. Le holding della famiglia Ligresti avranno invece post-aumento circa il 34,2%.

Credit Suisse si era già impegnata a garantire l‘eventuale inoptato ma l‘allargamento del consorzio rappresenta un segnale positivo per l‘operazione nel suo complesso.

Anche Fonsai lancerà un aumento di capitale fino a 460 milioni e Premafin si è già impegnata a sottoscrivere almeno 100 milioni di euro.

L‘assemblea di Premafin per il varo dell‘operazione è convocata il 13 e il 25 gennaio, quella di Fondiaria-sai il 25 e il 26 gennaio.

Le due operazioni sono cruciali per la famiglia Ligresti alle prese con difficoltà finanziarie.

Fonsai ha infatti già annunciato che per questo esercizio non distribuirà alcun dividendo dopo aver chiuso i primi nove mesi con un rosso di 431,4 milioni di euro a causa di forti svalutazioni. La compagnia ha già effettuato alcune dismissioni immobiliari e ne ha in cantiere delle altre.

Premafin ha chiuso i primi nove mesi con una perdita di 144,6 milioni.

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