Milleproroghe, da Bankitalia 8,1 mld per programma anticrisi Fmi

mercoledì 22 dicembre 2010 16:07
 

ROMA, 22 dicembre (Reuters) - La Banca d'Italia parteciperà con 8,11 miliardi di euro alle linee di credito che il Fondo monetario internazionale può concedere a Paesi in difficoltà.

Lo prevede la bozza del decreto legge Milleproroghe approvata oggi in Consiglio dei ministri.

Il testo, di cui Reuters possiede una copia, autorizza Bankitalia a "svolgere le trattative con il Fondo monetario internazionale (Fmi), per la conclusione di un accordo di prestito con lo stesso Fmi [...], per un ammontare pari a 8,11 miliardi di euro".

Il decreto recepisce nell'ordinamento italiano le decisioni assunte a partire dal G20 di Londra del 2 aprile 2009, che per contrastare la crisi ha aumentato le risorse a disposizione del Fmi a 500 miliardi di dollari. Le risorse messe a disposizione dai Paesi aderenti vanno ad alimentare il New arrangements to borrow (Nab), la linea di credito che il Fondo monetario può utilizzare per sostenere Paesi in crisi.

In linea agli accordi internazionali, il decreto autorizza Bankitalia, "qualora si richiedano risorse finanziarie aggiuntive", a "contribuire nel limite massimo complessivo di 13,53 miliardi di euro", cifra che corrisponde alla quota massima di partecipazione dell'Italia.

Il Milleproroghe autorizza inoltre la Banca d'Italia a partecipare al programma di prestiti internazionali a favore dei paesi più poveri noto come "Poverty Reduction and Growth Facility (PRGF) e amministrato dal Fondo monetario internazionale.

"A tal fine la Banca d'Italia è autorizzata a concedere un prestito pari a 800 milioni di diritti speciali di prelievo (Dsp) da erogare a tassi di mercato", recita la bozza del decreto.

"Il ministero dell'Economia e delle finanze è autorizzato a concedere un sussidio tramite l'Extended credit facility del Poverty reduction and growth trust, per un ammontare pari a 22,1 milioni di diritti speciali di prelievo (Dsp). Per il sussidio saranno utilizzate le risorse già a disposizione presso il Fondo monetario internazionale", conclude il testo.

I prestiti concessi da Via Nazionale sono garantiti dal ministero dell'Economia "per il rimborso del capitale, per gli interessi maturati e per la copertura di eventuali rischi di cambio".