PUNTO 1-No ragioni perchè Italia venga punita da mercati-Juncker

giovedì 16 dicembre 2010 09:09
 

(Riscrive aggiungendo dettagli e citazionie da altra intervista)

MILANO, 16 dicembre (Reuters) - Il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker non vede ragioni perchè l'Italia possa cadere vittima di attacchi speculativi sul mercato.

"Dal punto di vista politico e finanziario non vedo alcun motivo perchè l'Italia possa venire punita dai mercati. Soprattutto adesso che si è allontanata la prospettiva di una crisi di governo", ha detto Juncker in un'intervista al Corriere della Sera, che precede l'inizio del vertice del Consiglio europeo, oggi e domani a Bruxelles.

Il premier lussemburghese ha poi aggiunto che l'introduzione degli Eurobond, elaborata con il ministro dell'Economia italiano Giulio Tremonti, rappresenta una "risposta sistemica ai problemi di eurolandia".

Juncker spiega che l'opposizione tedesca al progetto deriva dal timore di un possibile aumento dei tassi di interesse delle obbligazione europee, ma sottoliena come gli eurobond "spronerebbero la creazione di un grande mercato obbligazionario omogeneo e molto liquido, analogo a quello degli Usa, senza comportare un aumento automatico dei tassi per la Germania". Il presidente dell'Eurogruppo esclude tuttavia la possibilità che si arrivi ad una decisione sugli eurobond tra oggi e domani.

"Anche se condivido le affermazioni del ministro Tremonti, sul fatto che questi piani vengono da molto lontano e andranno molto lontano, attualmente non ci sono ancora le condizioni politiche sufficienti", si legge nell'intervista.

Secondo Juncker il Consiglio si concentrerà soprattutto sulla decisione per la modifica del Trattato riguardante la zona euro, con la costruzione di un meccanismo anti-crisi permanente di cui i Paesi potranno usufruire dopo il 2013, data di scadenza dell'attuale fondo di salvataggio, l'Esfs.

In un intervento alla radio francese Rtl, sempre stamane, Juncker ha ribadito che dal vertice del Cosiglio europeo emergerà la determinazione dei leader politici a garantire la stabilità finanziaria dell'area, ricordando allo stesso tempo la necessità di proseguire nel processo di risanamento delle finanze pubbliche dei vari stati.

"È un meeting importante nel senso che dopo di esso i mercati finanziari dovranno rendersi conto che l'Europa è determinata a fare di tutto affichè la stabilità della zona euro sia garantita", ha spiegato Juncker.