Ue, Italia si opporrebbe a norme rigide rientro debito -Frattini

mercoledì 15 dicembre 2010 17:14
 

ROMA, 15 dicembre (Reuters) - L'Italia si opporrebbe a una modifica del Trattato Ue che introducesse norme rigide per il rientro del debito entro il parametro del 60% del Pil, secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini.

"Ci è stato detto con grande chiarezza e abbiamo visto il testo, che non ci sono nè cifre, nè trend vincolanti, nè rigidità. Se questo non fosse rispettato l'Italia potrebbe opporsi", ha detto Frattini a Reuters alla vigilia del vertice dei capi di stato e di Governo Ue a Bruxelles.

"Sul rientro del debito entro il 60% del Pil abbiamo ricevuto delle promesse molto puntuali secondo cui il debito aggregato e la sostenibilità del nostro sistema pensionistico saranno considerati come fattori mitiganti", ha proseguito il ministro al termine di un'audizione alla Camera sull'agenda del prossimo summit.

Nel documento finale dei ministri delle Finanze europei pubblicato il 21 ottobre scorso sulla riforma del Patto di stabilità che arriverà sul tavolo di capi di Stato e di governo si dice, però, esplicitamente che verrà definito un parametro numerico per valutare il ritmo a cui un paese riduce il debito pubblico in eccesso e si indica che, nel valutare il calo del debito, saranno presi in considerazione altri fattori giudicati rilevanti, senza elencarli.

"I criteri quantitativi precisi, la metodologia e le misure per valutare se il debito stia calando a un ritmo soddisfacente devono essere definiti e inseriti nella legislazione secondaria e/o nel codice di condotta", recita il documento preparato a ottobre dai ministri finanziari nelle vesti della Task Force guidata dal presidente Ue Herman Van Rompouy.

L'indebitamento italiano dovrebbe raggiungere a fine anno il 118,5% del Pil, quasi il doppio del tetto del 60% posto da Maastricht.