14 dicembre 2010 / 18:31 / 7 anni fa

SCHEDA - Ue, i temi sul tavolo al Consiglio del 16 e 17 dicembre

14 dicembre (Reuters) - Giovedì 16 e venerdì 17 dicembre tornerà a riunirsi il Consiglio europeo per discutere del nuovo meccanismo di gestione della crisi di uno Stato sovrano che sarà operativo dal 2013.

Sebbene non ci si aspettino decisioni formali, i capi di Stato e di governo europei discuteranno anche di quali mosse prendere per evitare che la crisi dei debiti pubblici europei si intensifichi, dati i timori sul rischio di contagio da Grecia e Irlanda a Portogallo e Spagna.

Di seguito una sintesi di cosa è stato deciso prima del summit, cosa c'è formalmente in agenda e altri temi che potrebbero essere sul piatto.

LE MODIFICHE AL TRATTATO EUROPEO

I leader europei dovranno decidere come modificare il Trattato europeo di Lisbona, che è entrato in vigore un anno fa, per aggiungere all'articolo 136 questo principio: "Gli Stati membri la cui valuta è l'euro possono creare un meccanismo di salvaguardia della stabilità dell'euro. Il riconoscimento di assistenza in base a questo meccanismo sarà soggetto a precise condizioni".

Tre mesi fa una simile regola sarebbe parsa impensabile, ma dopo l'accordo fra Francia e Germania di ottobre a Deauville, questa ipotesi di modifica al Trattato ha via via preso spessore.

Il nuovo principio dovrebbe avere il via libera formale nel mese di marzo 2011, con la ratifica da parte di tutti i 27 Paesi membri entro fine 2012. In tempo quindi per l'entrata in vigore dal primo gennaio 2013.

Secondo alcuni alti funzionari ed esperti di diritto comunitario, poiché la modifica al Trattato è di piccola entità ed è assunta attraverso una procedura semplificata, nessuno Stato membro dovrebbe indire un referendum per ratificarla, rendendo più facile il processo di recepimento negli ordinamenti nazionali.

IL MECCANISMO EUROPEO DI STABILITÀ (ESM)

Il nuovo meccanismo soppianterà il Fondo per la stabilità finanziaria europeo da 750 miliardi di euro a partire dal 2013.

Contrariamente all'attuale sistema di funzionamento del Fondo, lo European stability mechanism (Esm) consentirà ai privati di concorrere (con perdite in conto capitale) ai processi di ristrutturazione dei debiti sovrani di Paesi colpiti da crisi.

L'idea è che così facendo i governi saranno più facilmente indotti a mantenere in equilibrio o risanare le finanze pubbliche per evitare le pressioni dei mercati sulle quotazioni dei titoli di Stato.

Lo Esm fornirà sostegno finanziario ai Paesi membri in crisi di liquidità, non di insolvenza, quindi la sua dimensione dovrà ragionevolmente essere maggiore dell'attuale Fondo.

L'IPOTESI DI AUMENTARE LE RISORSE DELL'EFSF

Sebbene non ci sia nulla formalmente sul tavolo del Consiglio europeo, alcuni capi di Stato hanno fatto riferimento alla necessità di aumentare le risorse del Fondo per la stabilità finanziaria europea (Efsf).

Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha detto che il Fondo, al quale l'Ue concorre con 440 miliardi, deve avere "la massima flessibilità" in dimensione e portata.

GLI EUROBOND?

Non ci si aspetta che il summit discuta dei cosiddetti Eurobond, le emissioni obbligazionarie comuni ai Paesi membri recentemente rilanciate da Italia e Lussemburgo.

La Germania si oppone fermamente a questo strumento perché teme che i bond europei farebbero salire i suoi costi di indebitamento riducendo per contro gli incentivi alla disciplina di bilancio nei Paesi con le finanze pubbliche più ballerine.

AUMENTO DI CAPITALE PER LA BCE?

Secondo quanto ha anticipato Reuters, la Bce sta prendendo in considerazione un aumento di capitale da parte dei Paesi membri per far fronte alle perdite su acquisti di bond e agli ulteriori sforzi che si potrebbero rendere necessari in caso di nuove crisi.

I Capi di Stato e di governo potrebbero discuterne informalmente.

I COSTI DELLA RIFORMA DELLE PENSIONI

I leader europei discuteranno anche della richiesta di Polonia e altri Stati dell'Est di vedersi riconoscere gli sforzi fatti per risanare i sistemi pensionistici. Questi Paesi chiedono di non considerare l'impatto negativo che le riforme hanno avuto sui loro deficit e debito.

IL BILANCIO EUROPEO

Il primo ministro britannico David Cameron potrebbe rilanciare la richiesta di tagli al bilancio europeo dal 2014 in poi. Quest'anno il bilancio raccoglie e destina risorse per 123 miliardi di euro.

Secondo alcuni diplomatici la Gran Bretagna potrebbe vedere con favore un taglio del bilancio allo 0,85% del Pil europeo dall'attuale 1%. Nessuna conferma per ora da Londra.

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