SCHEDA - Poste tratta su Mcc, primo tassello Banca Mezzogiorno

mercoledì 15 dicembre 2010 16:33
 

 MILANO, 15 dicembre (Reuters) - Dopo aver valutato la
proposta giunta da Poste Italiane, il Cda di Unicredit (CRDI.MI: Quotazione)
ha dato martedì sera il mandato all'AD Federico Ghizzoni per
proseguire i negoziati per la vendita di MedioCredito alla
società guidata da Massimo Sarmi.
 Mediocredito centrale, istituto specializzato nel
project-financing e nella distribuzione di fondi agevolati al
settore industriale, dovrebbe costituire l'embrione della Banca
del Mezzogiorno. 
 Il progetto, concepito nel 2009 dal ministro dell'Economia
Giulio Tremonti, punta a sostenere lo sviluppo del Meridione. Se
il piano non incontrerà ostacoli di tipo politico, nel 2011
potrebbe prendere vita una nuova banca di sviluppo per il Sud,
ad azionariato prevalentemente privato.
 
 BANCA DEL MEZZOGIORNO, IL PROGETTO
 Il progetto sponsorizzato dal ministero dell'Economia mira a
creare una banca che sostenga la crescita e l'occupazione nel
Sud offrendo credito agevolato alle piccole e medie imprese. Per
almeno 5 anni della sua attività, la Banca del Mezzogiorno non
avrà sportelli, ma servirà i propri clienti attraverso le
filiali delle banche di credito cooperativo e gli uffici
postali, le due istituzioni che hanno aderito al progetto sin
dall'inizio. Anche le banche popolari hanno annunciato
l'interesse a entrare nel progetto.
 
 LE ISTITUZIONI COINVOLTE NEL PIANO
 In base al progetto del governo, Poste Italiane, che sta
trattando l'acquisto di MedioCredito Centrale, sarà affiancata
dalle Bcc, le banche di credito cooperativo nei prossimi mesi. A
fine novembre anche le banche popolari hanno annunciato di
essere interessate a far parte del progetto.
 La banca del Mezzogiorno avrà un azionariato prevalentemente
privato, mentre il ministero dell'Economia avrà una quota
simbolica che verrà dismessa dopo cinque anni di attività.
 Il comitato promotore è presieduto da Vito dell'Erba,
presidente della Federazione Puglia e Basilicata delle banche di
credito cooperativo.
 Segretario del comitato è Roberto Di Salvo, vice direttore
generale di Federcasse, federazione delle banche cooperative
italiane.
 
 COME AGIRA' LA BANCA DEL MEZZOGIORNO
 La nuova banca di sviluppo offrirà credito a medio lungo
termine alle pmi canalizzando fondi europei e il credito
agevolato del governo italiano per le imprese di piccole
dimensioni nel veicolo Jeremie Mezzogiorno (Joint European
Resources for micro to medium enterprises). 
 La Banca del Mezzogiorno offrirà garanzie e consulenza a
banche e imprese. Valuterà la fattibilità economica di progetti
di investimento a medio lungo termine da attuare nel Sud e
potrebbe anche emettere obbligazioni dedicate per finanziare
questi progetti.
 La nuova istituzione sosterrà le start-up e aiuterà
l'imprenditoria giovanile e femminile e presterà fondi a tasso
agevolato alle imprese che vogliono crescere e diventare
internazionali, inoltre investirà nei settori della ricerca e
dello sviluppo. 
 La Banca del Mezzogiorno non sosterrà progetti
infrastrutturali in modo diretto e non si occuperà di migliorare
l'efficienza del servizi pubblici nel Sud. 
 
 COME FARA' PROFITTI
 Le istituzioni finanziarie coinvolte nel progetto
acquisteranno servizi per i loro clienti dalla Banca del
Mezzogiorno - come garanzie sul credito, consulenze, accesso a
fondi a medio e lungo termine - e pagheranno commissioni alla
banca.
 QUANDO E' NATO IL PROGETTO
 La Finanziaria per il 2010 (articolo 2 comma 165) ha creato
il Comitato promotore della Banca del Mezzogiorno. Il 26
novembre scorso, poi, il governo ha approvato il piano per il
Sud che prevede di affidare il fondo Jeremie Mezzogiorno alla
Banca del Mezzogiorno.