SCHEDA - E-Bond: entusiasti e detrattori

venerdì 10 dicembre 2010 18:44
 

 MILANO, 10 dicembre (Reuters) - La proposta del ministro
dell'Economia italiano Giulio Tremonti e del presidente
dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, di emettere bond 
congiunti della zona euro continua a sollecitare reazioni di
segno opposto. 
 Dopo i commenti dei colleghi europei in occasione
dell'Ecofin martedì scorso, oggi al dibattito sul cosiddetto
E-bond si sono aggiunti i contributi di Mario Draghi della Bce e
il presidente francese Nicholas Sarkozy, insieme al Cancelliere
tedesco, Angela Merkel, che si era già pronunciata lunedì
scorso.
 Di seguito una panoramica dei contributi più autorevoli:
 
 JEAN-CLAUDE TRICHET, PRESIDENTE BCE
 MADRID, 10 dicembre, conferenza stampa congiunta con
banchiere centrale spagnolo
 "Vorrei che le proposte si facessero quando abbiamo una
decisione da annunciare... non c'è alcuna decisione".
 Per il presidente, la Bce non ha "alcuna posizione" sulla
questione delle obbligazioni europee.
 
 NICOLAS SARKOZY, PRESIDENTE REPUBBLICA FRANCESE 
 FRIBURGO, 10 dicembre, vertice franco-tedesco
 "Non penso che siamo stati consultati prima che questa idea
fosse proposta, così non penso di offendere nessuno dicendo che
non siamo d'accordo", ha detto Sarkozy parlando anche per la
Merkel. 
 "Se si tratta di fare salire il debito al livello
dell'Europa, questo avrebbe un effetto deresponsabilizzante per
i singoli Stati. Si vuole, invece, l'esatto contrario".
 "Se un giorno ci sarà più l'integrazione e una politica
economica molto più armonizzata se ne potrà riparlare? Può
darsi. Ma, stando socì le cose, la posizione della Francia è
esattamente la stessa della Germania", ha concluso Sarkozy
 
 ANGELA MERKEL, CANCELLIERE GERMANIA
 FRIBURGO, 10 dicembre, vertice franco-tedesco
 "La mutualizzazione dei tassi [...] non ci aiuterebbe
molto", ha detto la Merkel, aggiugendo che l'obiettivo è di
migliorare la coerenza delle politiche economiche della zona
euro, "non si tratta di compartecipare ai rischi".
 
MARIO DRAGHI, GOVERNATORE BANKITALIA, CONSIGLIERE BCE
 MILANO, 10 dicembre, intervista a sito web Financial Times 
 Rispondendo a una domanda sugli E-bond Draghi dice che
un'idea del genere presenterebbe problemi di natura giuridica e
aggiunge: "E' difficile pensare che un meccanismo possa
correggere squilibri strutturali di fondo, che devono essere
affrontati a livello nazionale".
 
 PETER BOFINGER, MEMBRO CONSIGLIO SAGGI GOVERNO TEDESCO 
 BERLINO, 9 dicembre, in una intervista tv
 "Penso che Jean-Claude Juncker abbia completamente ragione -
abbiamo bisogno di eurobond, in modo tale che i paesi dell'area
si facciano tutti quanti carico del debito con un unico
strumento", ha detto alla Tv Ard. "Non ci sarebbe poi più alcuna
differenza tra (i paesi) forti e deboli, e potremmo evitare che
mercati giochino uno contro l'altro".
 
 LORENZO BINI SMAGHI, CONSIGLIERE ESECUTIVO BCE
 FRANCOFORTE, 7 dicembre, intervista a Cnbc
 "Queste sono ... nuove idee che circolano da un po' di
tempo. Ma non è ancora chiaro da un punto di vista tecnico come
funzioneranno. Non siamo ancora in un sistema di tassazione
federale in cui tutto il prelievo fiscale possa essere
raggruppato per garantire queste emissioni. Forse un giorno.
Sapete, è utile riflettere su questi temi". 
 
 JUERGEN STARK, CONSIGLIERE ESECUTIVO BCE
 FRANCOFORTE, 7 dicembre, intervista a un quotidiano tedesco
 "Ogni paese deve essere responsabile per il suo debito"
 
 JOSEF PROELL, MINISTRO DELLE FINANZE AUSTRIA
 BRUXELLES, 6 dicembre, a margine Eurogruppo
 "Siamo molto, molto critici riguardo all'idea di un bond
comune europeo. Non è possibile che ogni paese che, come
l'Austria, ha gestito un'economia disciplinata e ha mantenuto il
paese in una situazione di stabilità, debba alla fine pagare il
conto".
 
 WOLFGANG SCHAEUBLE, MINISTRO DELLE FINANZE GERMANIA
 LONDRA, 6 dicembre, intervista a Financial Times.
 "Fino a quando la competenza sulla politica di bilancio sarà
nazionale, non possiamo abbandonare gli strumenti per incentivi
e sanzioni per i membri dell'eurozona, [per garantire] la
disciplina nella politiche di bilancio interne".
 
 ELENA SALGADO, MINISTRO DELLE FINANZE SPAGNA
 BRUXELLES, 6 dicembre, entrando all'Eurogruppo
 "Tutte le possibilità devono essere esplorate, ma [la
proposta di un bond comune europeo] richiederebbe una modifica
dei Trattati, quindi è qualcosa che non può essere realizzata
immediatamente".
 
 OLLI REHN, COMMISSARIO UE PER AFFARI ECONOMICI E MONETARI 
 BRUXELLES, 6 dicembre 
 Si tratta di un "vecchio concetto di cui si è dibattuto nel
corso dei decenni".
 "Trovo l'idea attraente dal punto di vista intellettuale.
Tuttavia, potrei ricordare che la Commissione ha avanzato una
proposta a maggio su uno strumento comunitario per il meccanismo
di stabilizzazione basato sulle garanzie dei paesi membri... per
quanto posso capire è qui dove sta il dibattito". "Detto questo,
noi studiamo sempre molto attentamente tutte le proposte che
arrivano dagli Stati membri".
 LA PROPOSTA JUNCKER-TREMONTI
 Emessi da un'Agenzia europea del debito (Aed) che potrebbe
essere operativa già questo mese se il Consiglio europeo
approvasse il disegno, gli E-bond sancirebbero
"l'irreversibilità dell'euro" e aiuterebbero a stabilizzare i
mercati inviando un messaggio forte di impegno dell'Europa a
sostegno della moneta unica, dicono Tremonti e Juncker. 
 Secondo la proposta avanzata dall'insolito duo, gli E-bond
dovrebbero puntare gradualmente a rappresentare il 40% del
debito lordo dell'Unione europea e dei singoli stati membri,
permettendo ai paesi della moneta unica di finanziarsi sui
mercati sotto un ombrello comune. 
 Nella proposta di Tremonti e Juncker una conversione tra i
bond esistenti e i nuovi E-bond fatta con uno sconto tanto
maggiore tanto peggiore la situazione delle finanze pubbliche
del paese in questione dovrebbe introdurre incentivi adeguati
per evitare che i paesi scarichino le loro responsabilità in
materia di finanze pubbliche sui paesi più solidi.