December 10, 2010 / 1:52 PM / 7 years ago

PUNTO 1 - Ue, Italia può reggere criterio debito - Bankitalia

5 IN. DI LETTURA

* Proposta su debito non richiede sforzi superiori a attuali

* Bene coinvolgere privati in perdite bond

* Forme emissioni titoli europei potrebbero essere utili

(Aggiunge altre dichiarazioni Visco e contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 10 dicembre (Reuters) - L'Italia può sostenere l'introduzione di un criterio numerico di riduzione del debito pubblico.

Lo ha detto il vice direttore generale della Banca d'Italia, Ignazio Visco, commentando l'ipotesi di riforma del Patto di stabilità che i capi di Stato e di governo stanno negoziando in queste settimane.

"L'introduzione di una regola numerica sul debito non richiede all'Italia sforzi superiori a quelli già significativi imposti dal conseguimento nel medio termine di un saldo strutturale prossimo al pareggio, che da lungo tempo rappresenta l'obiettivo, ancorché non realizzato, della politica di bilancio italiana", ha detto Visco in un'audizione in Parlamento. Visco ha sottolineato che per l'Italia l'obiettivo del pareggio del bilancio e la riduzione del debito richiederanno "un forte rallentamento della spesa" per liberare potenzialità di crescita.

"Interventi in grado di incidere con decisione sulle cause che limitano la capacità di crescita dell'economia e la competitività delle imprese sono necessari anche per ridurre l'ampiezza e i costi della correzione dei conti pubblici", ha detto.

Riecheggiando le parole del governatore Mario Draghi, Visco ha detto che "una crescita soddisfacente è condizione necessaria per il consolidamento strutturale dei conti pubblici e il conseguimento della stabilità finanziaria".

DA REGOLA DEBITO MENO SFORZI RISPETTO A PAREGGIO BILANCIO

Il vice direttore generale di Bankitalia ricorda che la Commissione europea ha chiesto dal 2014 una riduzione annua del debito in rapporto al Pil "pari a circa un ventesimo della differenza fra l'incidenza osservata tre anni prima e il valore di riferimento del 60%".

Per capire quanto il nuovo criterio possa incidere sull'Italia, gli economisti di Via Nazionale hanno condotto un'analisi che considera separatamente due politiche di bilancio alternative. La prima fa riferimento alle proposte della Commissione e la seconda (basata sul pareggio di bilancio) prevede una riduzione lineare dell'indebitamento netto di circa 0,7 punti percentuali l'anno.

Nel caso di una crescita annua pari al 2% in termini reali, il nuovo criterio sul debito risulterebbe "sistematicamente meno stringente rispetto al pareggio di bilancio", dice Bankitalia.

Nel 2014, per soddisfare questo criterio, l'indebitamento netto dovrebbe ridursi di circa 0,6 punti percentuali del Pil, per poi rimanere sostanzialmente stabile negli anni successivi intorno all'1,7%. Anche nel caso di una crescita dell'economia più modesta (1%) già a partire dal 2012, la regola sul debito richiederebbe aggiustamenti meno rilevanti rispetto al conseguimento dell'obiettivo di medio termine di bilancio in pareggio, salvo nei primi anni di applicazione.

"Complessivamente, nell'ipotesi di una crescita annua del Pil del 2%, nel decennio 2011-2020 il rapporto fra il debito e il prodotto scenderebbe di 29 punti percentuali nel caso di raggiungimento del pareggio di bilancio dal 2016 e di 20 punti nel caso di applicazione della sola regola numerica sul debito", dice Visco. Nel caso in cui la crescita fosse pari all'1%, "la riduzione del debito sarebbe rispettivamente di 21 e di 18 punti".

SÌ A LINEA MERKEL: PRIVATI CONDIVIDANO PERDITE SU BOND

Il vice direttore generale di Bankitalia si sofferma anche sul dibattito sorto a livello internazionale per evitare nuove crisi sui debiti sovrani come quella che ha colpito la Grecia.

Visco sostiene che la chiave di un efficiente criterio per la prevenzione di situazioni di insostenibilità del debito sovrano "sta nel rafforzamento delle pressioni da parte del mercato, rendendone tuttavia l'azione più graduale di quanto non sia oggi".

Sono tre gli elementi necessari per raggiungere questo obiettivo. Il primo riguarda "la facoltà di concedere aiuti finanziari agli Stati in temporanea difficoltà, anche oltre i casi già previsti dall'articolo 122 del Trattato". Il secondo fa riferimento alla "stretta condizionalità del sostegno finanziario all'effettiva attuazione degli impegni di consolidamento di bilancio". Il terzo, che riecheggia la posizione tedesca, riguarda "il mantenimento della possibilità che i creditori privati subiscano perdite qualora lo Stato in difficoltà non consegua l'aggiustamento necessario".

Secondo Bankitalia, inoltre, "un meccanismo europeo di stabilità finanziaria come quello concordato dall'Eurogruppo contribuirebbe a rafforzare la costruzione europea".

"Per ridurre il costo del debito e per il finanziamento di particolari interventi di natura infrastrutturale, potrebbero essere altresì utili, in prospettiva, forme di emissione di titoli europei", ha detto Visco.

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