10 dicembre 2010 / 12:07 / tra 7 anni

PUNTO 2-Italia, nessuna manovra se Pil cresce come atteso - Rehn

(Aggiunge dichiarazioni Rehn, Tremonti e contesto)

ROMA, 10 dicembre (Reuters) - L‘Italia non dovrà mettere a punto una nuova manovra correttiva dei conti pubblici se le stime di crescita del governo per 2011 e 2012 saranno confermate.

Lo ha spiegato il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn nel corso di un‘audizione in Parlamento assieme al ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti.

“Non si ravvedono misure aggiuntive nel caso in cui vengano rispettate le previsioni di crescita e di entrata”, ha detto Rehn.

Il governo italiano stima una crescita dell‘1,2% nel 2010, dell‘1,3% nel 2011 e del 2% nel 2012. Più prudente la Commissione, che vede l‘economia italiana in crescita dell‘1,1% sia nel 2010 che nel 2011 e dell‘1,4% nel 2012.

“È stato appena approvato il bilancio per il 2011, che è compatibile con gli obiettivi fiscali per l‘anno prossimo e il criterio del disavanzo sotto il 3% del Pil nel 2012. Secondo noi non si rendono necessari nuovi interventi ora ma al tempo stesso sarà necessario un monitoraggio rigoroso su spesa ed entrate affinché gli obiettivi fiscali siano raggiunti”, ha aggiunto il commissario.

La Commissione europea prevede per l‘Italia un deficit al 5% nel 2010, al 4,3% nel 2011 e al 3,5% nel 2012. Il governo stima invece un deficit al 5% nel 2010, al 3,9% nel 2011 e al 2,7% nel 2012.

Commentando lo scostamento, Rehn ha detto che “è una differenza piccola” ed “è abbastanza normale avere queste discrepanze, non va affatto considerato un fatto eccezionale”.

“La differenza è piccola, solo lo 0,4% del Pil, di cui uno 0,2 imputabile a uno scenario macroeconomico lievemente diverso e il restante 0,2 a una valutazione diversa dei risultati della lotta all‘evasione”, ha continuato il commissario riferendosi alla divergenza sul 2011.

TREMONTI: FINITA ERA DELLA SPESA FINANZIATA CON DEBITO

Il commissario europeo ha confermato quindi il giudizio positivo sulla politica economica del governo e ha spiegato che l‘economia italiana dovrebbe tornare a ritmi di crescita precedenti alla crisi nel 2012.

Da parte sua Tremonti ha ribadito l‘impegno al rigore finanziario: “Non c’è più un Paese europeo che fa deficit spending, quell‘era è finita”.

Parole concilianti anche sulla riforma del Patto di stabilità e l‘introduzione di un criterio numerico per la riduzione del debito pubblico.

“Siamo certi che troveremo una soluzione che vada bene per tutti perché abbiamo bisogno che l‘Italia sia con noi per portare avanti questa proposta”, ha detto Rehn.

La Commissione europea ha chiesto dal 2014 una riduzione annua del debito in rapporto al Pil pari a circa un ventesimo della differenza fra l‘incidenza osservata tre anni prima e il valore di riferimento del 60%. Un meccanismo che potrebbe costringere l‘Italia a mettere in campo manovre annue superiori ai 45 miliardi solo per ridurre il debito.

Ma Rehn si mostra fiducioso: “La nostra proposta non avrà degli automatismi ma lascerà ampio spazio a valutazioni economiche quali elementi critici o spesa pensionistica, come è il caso dell‘Italia”, ha detto nel corso di una successiva conferenza stampa.

“Non è un segreto che l‘Italia ha un alto debito. Si trova dunque ad affrontare una doppia sfida economica: ridurre il debito pubblico e potenziare la crescita attraverso riforme strutturali”, ha aggiunto il commissario.

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