Zona euro, consulente economico Germania favorevole a E-Bond

giovedì 9 dicembre 2010 11:01
 

BERLINO, 9 dicembre (Reuters) - Un consulente economico del governo tedesco è favorevole alla proposta di emettere titoli di debito europei, i cosiddetti E-Bond, contrariamente al rifiuto espresso dal Cancelliere Angela Merkel.

"Penso che Jean-Claude Juncker abbia completamente ragione - abbiamo bisogno di eurobonds, in modo tale che i paesi dell'area si facciano tutti quanti carico del debito con un unico strumento", ha detto alla Tv Ard, Peter Bofinger, uno dei cinque 'saggi' che formalmente fanno consulenza al governo sulle questioni economiche.

"Non ci sarebbe poi più alcuna differenza tra (i paesi) forti e deboli, e potremmo evitare che mercati giochino uno contro l'altro", ha aggiunto.

L'idea di creare un unico strumento di debito per tutti i paesi della zona euro è stata avanzata nei giorni scorsi dal premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, presidente dei ministri delle Finanze della zona euro, insieme al ministro dell'Economia italiano Giulio Tremonti.

La proposta ha scatenato un ampio dibattito che ha visto la posizione contraria della Germania che si oppone all'idea per motivi giuridici ed economici.

A sua volta Juncker ha criticato la reazione tedesca sostenendo che la proposta sia stata respinta senza una valutazione appropriata.

Berlino teme che gli E-Bond possano aumentare il costo delle proprie emissioni, il più basso della zona euro, ma il consulente Bofinger insiste sul fatto che questo tipo di bond può scoraggiare la speculazione sui paesi della zona euro e non necessariamente comportano tassi di interesse più elevati.

"Per quanto riguarda gli interessi più alti, bisognerà vedere. Il vantaggio degli eurobond è che avrebbero un mercato molto ampio", sostiene.

"Lo vediamo come un mercato molto liquido e i mercati liquidi sono vantaggiosi per gli investitori", aggiunge.

Per Bofinger, inoltre, gli E-Bond potrebbero competere con i Treasury Usa, proteggere l'euro e difendere gli interessi tedeschi.

"Si tratta di mantenere l'unione monetaria. Noi tedeschi abbiamo un interesse vitale a rimanere nell'euro -- è una rete di sicurezza per le nostre esportazioni. Dobbiamo essere pronti a pagare qualcosa per questo, se necessario".