7 dicembre 2010 / 16:21 / 7 anni fa

SINTESI - Italia, Tremonti difende E-bond, Rehn a Roma venerdì

(riscrive aggregando notizie, aggiunge citazioni Tremonti e

contesto)

* E-bond avrà futuro, non servono modifiche trattati

* Soluzioni paese per paese non bastano

* Venerdì chiarimenti su conti pubblici Italia

di Francesca Landini

BRUXELLES, 7 dicembre (Reuters) - Giulio Tremonti difende la proposta di emettere bond europei lanciata dalle pagine del Financial Times ieri insieme al lussemburghese Jean-Claude Juncker ed esprime disaccordo rispetto alla tesi tedesca che per queste emissioni sia necessaria una modifica dei Trattati.

Parlando, invece, della situazione dei conti pubblici italiani, il ministro ricorda che il commissario europeo Olli Rehn sarà in Parlamento venerdì prossimo e che in quella occasione si potranno avere chiarimenti sui conti pubblici italiani ed eventuali nuovi interventi del governo.

Per niente scoraggiato da un‘accoglienza fredda da parte dei colleghi europei, il ministro italiano dell‘Economia si mostra fiducioso sulle sorti di emissioni congiunte della zona euro.

“E’ un‘idea che viene da lontano e che andrà lontano” ha detto oggi Tremonti nella conferenza stampa al termine dell‘Ecofin, limitandosi a un “vedremo” sulla possibilità che la proposta del bond comune per la zona euro venga discusso al summit europeo del 17 dicembre.

In polemica con il cancelliere Angela Merkel e con il suo ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, Tremonti ribadisce ai giornalisti che “la proposta degli E-bond per noi non implica una modifica dei Trattati”.

Ieri sera dell‘E-bond non se n‘era parlato, dal momento che non era un argomento in agenda, aveva detto il premier lussemburghese e presidente dell‘Eurogruppo Juncker, aggiugendo che non è un‘idea così stupida come sembra.

“La posizione che mi e’ sembrata piu’ ragionevole e’ che di fronte alla crisi europea ci vuole una soluzione europea, globale. Affrontare la crisi procedendo paese per paese non e’ sufficiente”, ha detto oggi Tremonti rilanciando la possibilità che un‘agenzia di debito europea venga affidato il finanziamento delle emissioni degli Stati membri fino al 50%, arrivando al 100% nei casi eccezionali in cui a uno Stato sia impedito l‘accesso diretto al mercato.

Oggi anche il direttore del Fondo monetario Dominique Strauss-Kahn ha chiesto un approccio globale contro la crisi anche se non si è pronunciato sulla possibilità di emissioni congiunte dei paesi della zona euro. L‘Fmi sembra premere piuttosto per un ampliamento delle risorse dell‘European Financial Stability Facility (Efsf).

L‘Efsf che, di fatto, finanzierà i salvataggi degli stati membri emettendo titoli come entità sovranazionale europea, potrebbe non essere poi così lontano dall‘idea portata avanti da Tremonti e Juncker.

VENERDI’ CHIARIMENTI SU CONTI PUBBLICI CON REHN

Anche sul fronte della riforma del Patto di stabilità Ue l‘Eurogruppo e l‘Ecofin non hanno segnato passi avanti cruciali.

“Quella che appoggiamo è la proposta della Commissione Ue”, ha detto Tremonti oggi, ma nel testo che sta procedendo nella discussione a Bruxelles mancano da riempire dettagli fondamentali, che riguardano il parametro numerico per valutare la velocità a cui un paese riduce il proprio debito e i fattori da considerare a fianco del debito pubblico.

In attesa di avanzamenti sul Patto di stabilità, per i conti italiani sarà importante l‘appuntamento di venerdì quando Rehn sarà a Roma a rispondere alle domande dei componenti della Commissione bilancio del Parlamento italiano.

In questa occasione si potrà fare chiarezza sulle intenzioni del governo dopo che oggi il ministro ha risposto “vedremo” alla possibilità che l‘esecutivo guidato da Silvio Berlusconi debba modificare la propria strategia di bilancio per prevenire sforamenti di bilancio che la Commissione Ue segnala possibili quest‘anno e il prossimo.

La Commissione Ue ha indicato una stima del deficit italiano di 4,3% del Pil nel 2011 a fronte di un target governativo del 3,9%. Nel 2012 Bruxelles si attende un deficit di 3,5% del Pil a fronte del 2,7% fissato dal governo.

A commento di queste stime il commissario Rehn aveva detto il 29 novembre che l‘Italia avrebbe dovuto prendere in considerazione misure aggiuntive di bilancio per evitare gli sforamenti di bilancio.

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