December 7, 2010 / 11:34 AM / 7 years ago

Zona euro, mercati debito delusi da Eurogruppo interlocutorio

5 IN. DI LETTURA

* Mercati debito delusi da mancanza nuove azioni Ue

* Eurogruppo ha respinto ipotesi aumento fondo salvataggio

* Fredda accoglienza per proposta bond congiunto zona euro

* Stark esclude aumento acquisti bond da Bce

BRUXELLES/LONDRA, 7 dicembre (Reuters) - I mercati del debito per i titoli di Stato della zona euro rimangono all'erta dopo che ieri notte i ministri finanziari dell'euro hanno respinto l'idea di aumentare le risorse del fondo di salvataggio European financial stability facility (Efsf).

Niente di fatto anche per la proposta, presentata ieri sul Financial Times dal ministro dell'Economia italiano Giulio Tremonti e dal presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, di emissioni obbligazionarie congiunte per tutti i paesi della zona euro. Il lancio di questi E-bond non è stato discusso ieri sera dai sedici della zona euro, "perchè non era un punto dell'agenda", ha detto Juncker. Germania e Austria non hanno perso occasione, però, di sottolinearne gli elementi problematici della proposta, mentre la Commissione e alcuni paesi mediterranei si sono mostrati più aperti, rimandando, però, la discussione.

I mercati, che speravano in nuove misure per porre fine alle paure di contagio per i bond della zona euro, stamane confermano livelli elevati di premio per il rischio sui titoli di Spagna e Portogallo. I differenziali sono comunque al di sotto dei massimi della scorsa settimana.

"Non abbiamo nessuna decisione da annunciarvi" ha detto ieri notte ai giornalisti Juncker al termine dell'Eurogruppo.

Stamane, entrando all'Ecofin, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, ha ribadito che non è il momento di mettere nuova carne al fuoco per quanto riguarda gli interventi per contrastare la crisi del debito sovrano in Europa.

"La soluzione corretta è quella di applicare quello che abbiamo deciso. Lavoreremo per permettere al consiglio europeo del 16 e 17 dicembre di creare il meccanismo permanente di salvataggio (Esm), di effettuare le parziali modifiche dei trattati e di ratificare gli ultimi avanzamenti sul Patto di stabilità effettuati sotto la presidenza di [Herman] Van Rompuy", ha detto il ministro tedesco.

"Arriviamo sempre all'applicazione di quello che è stato deciso prima di parlare di altre misure. Ai media piace [prendere in considerazione altre misure], ma i politici hanno bisogno di un po' di tempo per convincere il resto della stampa mondiale riguardo a quello che abbiamo deciso".

Poco dopo le 12 italiane gli spread mostrano un differenziale tra i rendimenti dei titoli spagnoli e dei Bund tedeschi sulla scadenza decennale di 241,9 punti base, mentre lo spread tra Portogallo e Germania è a 329 pb in leggero allargamento. Il gap tra i Btp italiani e i Bund tedeschi consolida a 166,9 centesimi da 164 pb ieri in chiusura dopo un massimo dall'introduzione dell'euro a 220 pb settimana scorsa.

Il consiglio Ecofin ha appena messo il sigillo sul pacchetto di aiuti complessivo da 85 miliardi di euro per Dublino, ma questa decisione era già scontata.

"Chi sul mercato si aspetta che qualcuno metta in campo un sostegno più vigoroso per i paesi periferici della zona euro, si tratti dell'Efsf o della Bce, rimarrà deluso" dice Chris Scicluna, vice responsabile della ricerca economica a Daiwa Capital Markets. "La mia sensazione è che spread continueranno a registrare un po' di allargamento andando avanti".

Le tensioni sull'Irlanda che hanno portato al nuovo intervento congiunto Ue/Fmi avevano scatenato settimana scorsa timori di un contagio a Spagna e Portogallo.

Sull'onda di vendite che si erano abbattute sia sull'euro che sui bond degli altri paesi periferici, compresi i Btp italiani, si era aperto un dibattito sulle possibilità che la Banca centrale europea aumentasse i suoi acquisti di titoli e, parallelamente, si era discusso di aumentare le risorse dell'Efsf che ha al momento una capacità di credito totale fino a 750 miliardi. Ieri, poi, è riemersa la proposta di emissioni congiunte per i paesi euro.

Prima dell'inizio della riunione dei ministri finanziari dell'Unione europea, stamane Juergen Stark, un falco nel consiglio Bce, ha respinto sia l'idea di un'accelerazione degli acquisti Bce e sia quella di un bond congiunto della zona euro, che aumenterebbe i costi di finanziamento sul mercato della Germania.

"Qui non siamo al bazar. 'I politici fanno richieste e la Bce scatta'... l'Europa non funziona così", ha detto Stark al quotidiano Suddeutsche Zeitung.

Più possibilisti, invece, sugli E-bond sia il collega di Stark, Lorenzo Bini Smaghi, del consiglio esecutivo Bce, sia il segretario per l'Economia portoghese, Carlos Pina, secondo il quale gli E-bond sono necessari.

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