Dta, se lorde impatto su Intesa, UniCredit più di Europa-Bocconi

giovedì 2 dicembre 2010 15:31
 

* Da deduzioni per Dta lorde -100 bp su Core Tier 1 campione

* Per le due italiane impatto lievemente più penalizzante

* Si va verso deduzione Dta lorde non nette da common equity

* Per 31/12 da Comitato Basilea studio impatto, 'rule text'

di Valentina Za

MILANO, 2 dicembre (Reuters) - Se per le deduzioni dal 'common equity' imposte da Basilea 3 sulle attività fiscali differite si considerano queste ultime al lordo delle passività fiscali, le prime due banche italiane risultano più penalizzate, in termini di impatto sul Core Tier 1, rispetto alla media di un campione che include anche i primi due gruppi di Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna.

E' quanto emerge dalla presentazione di uno studio dell'Università Bocconi che aggiorna così l'esito - opposto - di una simulazione analoga effettuata utilizzando le attività fiscali al netto delle passività e che, come anticipato a Reuters nei giorni scorsi [ID:nLDE6B00Y3], si traduceva in una penalizzazione minore per tutto il campione e, in particolare, vedeva Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione) e UniCredit (CRDI.MI: Quotazione) sotto la media. Considerare le Dta (Diferred tax asset) lorde, invece che quelle nette, sembra però più conforme all'orientamento che appare destinato a prevalere a livello internazionale nell'applicazione delle relative deduzioni dal 'common equity' richieste da Basilea III.

Presentando lo studio oggi in Bocconi, Andrea Resti, responsabile del Center for Applied Research in Finance, ha spiegato che l'impatto medio legato alle 'Dta' è pari a un peggioramento del Core Tier 1 di circa un punto percentuale, con "effetti leggermente più pesanti" per le banche italiane.

Il range dei valori dell'impatto va da 1 a 196 punti base.   Continua...