Dta, per Unicredit e Intesa meno gravose di media Europa-Bocconi

mercoledì 1 dicembre 2010 13:16
 

di Valentina Za

MILANO, 1 dicembre (Reuters) - Mentre prosegue il confronto tra Abi e Tesoro sul problema della penalizzazione in chiave Basilea III che potrebbe derivare agli istituti italiani dal regime fiscale delle perdite su crediti, uno studio Bocconi rileva un impatto inferiore alla media europea per le prime due banche italiane. Lo studio - che prende in esame le prime due banche commerciali di Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito - evidenzia che le deduzioni dal 'common equity' imposte da Basilea III per le partecipazioni in società finanziarie detenute da terzi e i 'deferred tax asset' (attività per imposte anticipate derivanti da sfasamenti temporali) corrispondono a una riduzione di circa 120 punti base della media del Core Tier 1 delle banche esaminate (circa la metà di questo valore è imputabile a ciascuna delle due voci).

"Per quanto riguarda l'impatto delle deduzioni dal 'common equity' delle quote detenute da terzi e dei crediti d'imposta, le nostre simulazioni sulle prime due banche commerciali italiane evidenziano che l'impatto [in termini di riduzione del livello di Core Tier 1] è leggermente inferiore alla media delle grandi banche europee in entrambi i casi", spiega Andrea Resti, responsabile del Center for Applied Research in Finance dell'Università Bocconi.

"Per quanto riguarda i 'deferred tax asset' gioca in favore delle banche italiane la franchigia legata agli sfasamenti temporali, abbiamo visto infatti che se quest'ultima venisse dimezzata l'impatto sarebbe in linea con la media", nota Resti.

Le deduzioni vengono calcolate per la parte eccedente una franchigia del 15%.

Lo studio, precisa Resti, per Intesa Sanpaolo ha utilizzato l'incidenza media del campione dei crediti d'imposta da perdite pregresse.

Calcoli Reuters sulle trimestrali al 30 settemebre evidenziano che le imposte differite attive per le prime cinque banche italiane valgono oltre 23 miliardi di euro. L'ingente dimensione dei crediti fiscali accumulati dalle banche italiane deriva dal trattamento delle perdite su crediti che consente di dedurle a conto economico il primo anno solo per lo 0,30% del portafoglio crediti e impone di spalmare il resto su 18 anni.

Lo studio Bocconi verrà presentato domani a un convegno dal titolo 'Basilea III e la nuova definizione di capitale' presso l'ateneo milanese.