Assicurazioni Italia, rischio sovrano influenza rating - S&P

martedì 30 novembre 2010 15:34
 

MILANO, 30 novembre (Reuters) - Le compagnie assicurative italiane hanno una forte concentrazione di investimenti in titoli governativi italiani e questo le rende particolarmente eposte al rischio di credito sovrano con eventuali ripercussioni sui rating.

E' quanto rileva Standard & Poor's in uno studio sul settore assicurativo italiano presentato oggi a Milano.

"Dal nostro punto di vista si tratta di una forte concentrazione in una sola categoria di attivi e che non possiamo non rilevare", dice Paola Del Curatolo, responsabile dei rating del settore assicurativo di S&P, aggiungendo che i portafogli delle compagnie italiane hanno comunque beneficiato negli ultimi due anni della forte presenza di titoli a reddito fisso.

In Italia, il peso dell'esposizione dalle compagnie in titolo di stato del proprio paese (circa il 50% del totale investimenti a fine 2009) è maggiore che in altri paesi ed è controbilanciato da una bassa esposizione verso altri tipi di attivi, in particolare nella finanza strutturata e nell'azionario, ha spiegato l'analista.

"Questo ha un impatto sul rating perchè la forte concentrazione sui titoli italiani crea un legame forte con il rating sovrano", ha proseguito.

In particolare, tra le società coperte dall'agenzia di rating, solamente Generali (GASI.MI: Quotazione) ha un rating superiore a quello dell'Italia grazie alla presenza di un portafoglio di investimenti diversificato a livello internazionale.

Nello studio, dal titolo "I fondamentali forti aiuteranno il mercato italiano delle assicurazioni ad affrontare le difficoltà dei prosimi due anni", Standard & Poor's rileva inoltre un indebolimento patrimoniale delle compagnie a causa del persistente declino dell'azionario e del mercato del credito, nonchè per gli scarsi risultati aziendali.

L'agenzia di rating, tuttavia, non si aspetta che per i prossimi due anno possano sorgere necessità di nuovo capitale, se non per obiettivi di crescita organica.

Solvency II - la nuova direttiva europea sul settore assicurativo che dovrebbe entrare in vigore a gennaio del 2013 - richiederà comunque un forte impegno delle compagnie sul fronte degli standard per il controllo dei rischi con costi di implementazione che potrebbero essere significativi per le piccole società e per quelle che saranno in ritardo per adeguarsi alla nuova normativa.

Le compagnie di piccole dimensioni e con un limitato accesso al mercato dei capitali, e in particolare modo quelle con polizze danni e Rc Auto, potrebbero essere costrette a riposizionarsi, a fondersi o essere acquisite, sostiene S&P.

Tra gli altri possibili impatti di Solvency II sul mercato italiano, l'agenzia di rating cita l'attesa riduzione del ritorno sul capitale a causa dei più esigenti requisiti patrimoniali per i prodotto tradizionali Vita e l'ulteriore riduzione dell'esposizione all'equity al fine di abbassare i livelli di copertura patrimoniale richiesti.