23 novembre 2010 / 16:56 / 7 anni fa

Premafin, mercato si interroga su prezzo aumento, timing critico

di Gianluca Semeraro

MILANO, 23 novembre (Reuters) - Seduta da dimenticare per i titoli del gruppo Ligresti all'indomani dell'annuncio della revisione parziale dei termini concordati con Groupama per l'ingresso nella holding Premafin PRAI.MI e dell'annuncio della richiesta di delega per un aumento di capitale di Fonsai FOSA.MI fino a 460 milioni.

La compagnia assicurativa - in un contesto di mercato reso debole da vari temi internazionali - ha toccato nuovamente i minimi dell'anno a 6,035 euro e ha chiuso in calo del 3,4% a 6,11 euro con volumi quasi doppi rispetto alla media mensile.

Non va meglio a Premafin che ha tenuto a fatica la soglia di 0,80 euro chiudendo a 0,83 euro, in calo dell'1,89% con volumi scarsi. Tiene la controllata Milano Ass ADMI.MI (-1,39%).

La rimodulazione dell'accordo per l'ingresso di Groupama in Premafin si è resa necessaria proprio a causa del calo del titolo che staziona ormai stabilmente ben sotto la soglia di 1,1 euro - prezzo fissato in prima battuta per la sottoscrizione dell'aumento di capitale da parte del gruppo francese - rendendo difficile la formazione di un consorzio di garanzia per l'inoptato. Il prezzo dell'aumento sarà quindi, salvo sovvertimenti delle quotazioni, inferiore a quello di 1,1 fissato originariamente.

L'ammontare complessivo dell'aumento resta di 225,7 milioni di euro così come è confermato l'impegno di Groupama ad acquistare diritti di opzione e sottoscrivere azioni per arrivare post aumento al 17,1%.

Una novità è invece l'impegno dei soci del patto di sindacato di Premafin - le holding della famiglia Ligresti - a esercitare diritti di opzione in modo da avere post aumento il 34,2% della società (oggi sono complessivamente al 55%). L'accordo originario prevedeva invece che la famiglia Ligresti cedesse i diritti di opzione a Groupama al prezzo unitario di 0,14 euro.

Credit Suisse CSGN.VX agirà come global coordinator e bookrunner e si incaricherà di costituire un consorzio per l'integrale sottoscrizione dell'eventuale inoptato.

Ieri una fonte vicina alla situazione riferiva dell'interesse di diverse banche estere a prendere parte al consorzio.

Per ciò che riguarda le italiane, Mediobanca (MDBI.MI) continua a tirarsi fuori per ragioni di conflitto di interesse: Piazzetta Cuccia è creditore di Ligresti che a sua volta è tra gli azionisti stabili dell'istituto.

UniCredit (CRDI.MI) - che sul tavolo ha anche il riscadenziamento di un credito verso Ligresti - sta effettuando valutazioni sull'intero dossier, come riferito oggi dall'AD Federico Ghizzoni.

NODO PREZZO E NUMERO AZIONI, PIU' SI ASPETTA PEGGIO E'

Per Premafin sono da determinare il prezzo di sottoscrizione in funzione delle condizioni di mercato, il numero di azioni da emettere e il rapporto di opzione.

"Fare delle proiezioni oggi è difficile. Bisogna capire quali siano i termini del nuovo accordo tra i Ligresti e Groupama innanzitutto", osserva un analista di una casa italiana non citabile. "Più si aspetta più il titolo scenderà, quindi molto dipenderà dalla tempistica dell'operazione", aggiunge.

Entro febbraio 2011 dovrà essere convocata un'assemblea straordinaria necessaria per l'attribuzione al cda di una nuova delega a emettere nuove azioni previa eliminazione del valore nominale.

"Un prezzo di sottoscrizione elevato non giustificato dal mercato potrebbe peraltro accendere l'attenzione delle autorità su eventuali patti occulti", prosegue l'analista. Questa ipotesi già oggi è sotto osservazione delle autorità e potrebbe - se rilevata - far scattare obbligo di opa a cascata sulle controllate Fonsai e Milano Assicurazioni. Groupama ha già reso noto che in caso di obbligo di opa si toglierebbe dalla partita.

AUMENTO FONSAI ATTESO MA NON COSI' PRESTO

Ieri il cda di Fonsai ha ricevuto mandato a convocare un'assemblea per la delega ad aumentare il capitale in via scindibile - entro fine 2011 - per un importo massimo di 460 milioni.

Anche in questo caso prezzo di sottoscrizione, numero di azioni da emettere e rapporto di opzione saranno determinati in funzione delle condizioni di mercato nell'imminenza dell'offerta.

L'operazione dovrebbe concludersi entro il primo semestre del 2011 e prevede l'impegno di Premafin a sottoscrivere l'aumento per almeno 100 milioni di euro.

Credit Suisse agirà come global coordinator e bookrunner per l'integrale sottoscrizione dell'eventuale inoptato.

"Ci aspettavamo questa mossa, soprattutto alla luce delle difficoltà a procedere alle dismissioni di asset ma non così subito viste le dichiarazioni del management nella conference call del 10 novembre", si legge in un report di un broker italiano. "Ci aspettiamo che il titolo rimanga debole fino all'esecuzione dell'operazione", prosegue.

Il broker stima che l'operazione porti il Solvency margin al 130% dal 109% attuale.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below