Germania vuole privati in meccanismo salvataggio crisi zona euro

martedì 23 novembre 2010 09:21
 

BERLINO, 23 novembre (Reuters) - La Germania vuole che gli investitori privati si facciano carico di 'haircut' o di pagamento di altre misure per ristrutturare il debito nel quadro di un nuovo meccanismo di crisi della zona euro che entrerà in vigore a partire dalla metà del 2013.

Lo dice un documento del governo ottenuto da Reuters datato 11 novembre.

L'obiettivo del nuovo meccanismo sarebbe quello di evitare l'involvenza di un paese membro della zona euro, secondo il documento del governo che la Germania vuole serva come base per le discussioni per il meccanismo di crisi presso la Commissione europea.

"Il settore privato ha la precedenza nel contribuire alla procedura" si legge nel documento.

Al fine di includere il settore privato - le banche e gli investitori finanziari - nel meccanismo di crisi, le nuove emissioni di bond della zona euro dovrebbero includere clausole di azione collettiva (CAC), dice il documento.

Il CAC consentirebbe a un paese di ristrutturare il suo rimborso del debito estendendo la durata delle obbligazioni, riducendo i pagamenti di interessi oppure attraverso i cosiddetti 'haircut', o con svalutazione.

I governi della zona euro apporterebbero anche fondi per aiuti a uno stato in difficoltà finanziarie e anche il Fondo monetario internazionale potrebbe essere coinvolto nel meccanismo.

Limitate modifiche del Trattato dell'Unione europea sarebbero necessarie per il nuovo meccanismo, secondo il documento.

Tale meccanismo dovrebbe prendere il posto dell'Esfs (European Financial Stability Facility) che è stata adottata per far fronte alla crisi della Grecia e che scadrà nel 2013.

L'insistenza tedesca su un meccanismo di salvataggio degli stati dell'euro che porti a condividere eventuali perdite anche con gli investitori privati è stato uno dei fattori che, spaventando i mercati, hanno fatto precipitare la situazione irlandese. La reazione scomposta dei mercati obbligazionari all'annuncio di un meccanismo di questo tipo ha spinto Berlino ad ammorbidire i toni e da Seoul i ministri delle Finanze dei primi cinque Paesi Ue hanno rassicurato gli investitori precisando che ogni cambiamento arriverebbero solo dopo il 2013.