Aeroporti, ancora al palo aumenti tariffe dopo ennesimo Cipe

giovedì 18 novembre 2010 15:22
 

ROMA, 18 novembre (Reuters) - Il Cipe che si è riunito stamani prima del Consiglio dei ministri non ha deliberato sugli aumenti delle tariffe aeroportuali già stabiliti con la Finanziaria di un anno fa e più volte annunciati dal ministro Altero Matteoli.

Nel lungo elenco dei provvedimenti esaminati e approvati dal Comitato, non compare infatti l'anticipo delle tariffe aeroportuali che le società di gestione attendono da molti mesi e che è stato approvato dal Parlamento con la legge Finanziaria di un anno fa.

Ancora lo scorso 24 agosto il ministro Matteoli aveva spiegato il mancato passaggio al Cipe con l'intenzione di non gravare con gli aumenti sulle vacanze estive.

"Manca il passaggio al Cipe. All'ultimo non è stata portata la delibera per non gravare con gli aumenti sull'estate. Andrà alla prossima riunione del Cipe", aveva risposto Matteoli.

Oggi nella nota del ministero che illustra le delibere del Cipe, si dice che "si aprono cantieri di opere pubbliche per 21 miliardi di euro", ma non si fa menzione del tema degli aeroporti.

Nella trimestrale di Adr, approvata dal cda dello scorso 11 novembre, la società che gestisce gli scali romani sottolinea le difficoltà per il mancato adeguamento tariffario.

"L'assenza di un nuovo e soddisfacente assetto tariffario, per la componente regolamentata, non consente il ripristino dell'"investment grade" del rating e rende difficile il ricorso al mercato finanziario necessario per il rifinanziamento del debito esistente e per l'attuazione del piano di investimenti", spiega Adr nella nota.

Del mancato adeguamento si lamenta, sempre nella relazione trimestrale, anche la Save, società di gestione dell'aeroporto di Venezia, con il suo presidente Enrico Marchi. "Stigmatizziamo infine la scandalosa vacatio del governo che, nonostante le ripetute assicurazioni del ministro dei Trasporti e del presidente del Consiglio, dopo più di un anno non ha ancora dato corso a quanto previsto dalla Legge 191/2009 in tema di anticipazione tariffaria".