17 novembre 2010 / 17:52 / tra 7 anni

PUNTO 1 - Banche hanno risorse per rischio sovrano - Bankitalia

* Per primi cinque gruppi in 2011 scadono bond pari a 26%

passività, in linea con intermediari Ue

* In medio periodo patrimonio banche risentirà andamento

redditività, agire su costi

* Posizione liquidità a breve equilibrata anche in fasi

maggiore tensione

(Aggiunge dichiarazioni Enria, precisazione su Cds)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 17 novembre (Reuters) - Le banche italiane avrebbero risorse patrimoniali sufficienti per assorbire le perdite derivanti “da un significativo deterioramento macroeconomico e da un aumento del rischio sovrano”.

Lo ha detto il capo del servizio Normativa e Politiche di vigilanza della Banca d‘Italia, Andrea Enria, nel corso di un‘audizione in commissione Finanze della Camera.

Le esposizioni verso i Paesi Europa centro orientale, osserva Enria, sono un ulteriore potenziale fattore di rischio per gli intermediari esposti verso quelle economie.

“A giugno di quest‘anno le esposizioni delle banche italiane verso i Paesi dell‘area con elevato rischio sovrano (approssimato da un premio sui Cds sovrani superiore a 200 punti base in media da inizio anno) rappresentavano il 40% circa delle esposizioni complessive verso l‘area (pari a 163 miliardi di euro)”, dice Enria.

Inoltre, secondo quanto precisa una fonte di Bankitalia, “solo il 15% del complesso delle esposizioni è diretto verso paesi con Cds sovrani medi superiori a 300 punti base (Ungheria e Ucraina)”.

Enria ha sottolineato che in alcuni Paesi “l‘aumento dei premi al rischio sulle emissioni sovrane - approssimati dagli spread sui credit default swap (Cds) - si è trasmesso anche al settore finanziario”.

Anche se in Italia i premi sui Cds delle banche sono in media inferiori a quelli sui titoli sovrani, “dalla fase di intensificazione del rischio sovrano (aprile) a oggi il premio sui Cds delle tre principali banche italiane è aumentato, in media, di 83 punti base (78 punti base per i Cds sovrani)”, ha detto Enria nel suo intervento, sottolineando anche che nello stesso periodo “le quotazioni azionarie delle principali banche italiane hanno perso, in media, più del 20 per cento”.

LIQUIDITA’ A BREVE SOSTANZIALMENTE EQUILIBRATA

L‘incremento del rischio sovrano ha messo sotto pressione il mercato della provvista per le banche che però hanno mantenuto una situazione “sostanzialmente equilibrata” della liquidità a breve, anche nelle fasi di maggiore tensione.

In prospettiva, spiega Enria, si pone il problema del rifinanziamento delle passività che vengono a scadenza, ma la situazione delle banche italiane non è dissimile da quella dei principali intermerdiari in Europa.

“I primi cinque gruppi bancari dovranno fronteggiare entro il 2011 scadenze obbligazionarie che, in media, ammontano al 26% del complesso delle passività, una quota analoga a quella dei principali intermediari europei”, sostiene il dirigente di via Nazionale.

Le politiche di raccolta, dice poi Enria, dovrà anche essere adeguata al “progressivo rientro verso le normali forme di offerta della liquidità da parte dell‘Eurosistema (exit strategy) e, in prospettiva, dell‘entrata in vigore delle nuove norme sulla liquidità proposte dal Comitato di Basilea”.

Su un orizzonte di medio periodo, invece, la situazione patrimoniale è destinata a risentire dell‘andamento della redditività, “il cui rafforzamento dipenderà in modo sostanziale dalla capacità di incidere sui costi”.

Per quanto riguarda l‘impatto di Basilea 3, anche Enria sottolinea il problema del trattamento fiscale delle imposte differite attive, peculiare della normativa italiana.

“Le banche italiane non escono penalizzate dalla riforma. Certo, esse partivano già prima della crisi da livelli di patrimonializzazione più contenuti nel raffronto internazionale. Ma il loro patrimonio è di qualità mediamente elevata, grazie anche ai criteri più restrittivi imposti dalla Banca d‘Italia”, osserva il dirigente di Bankitalia.

“L‘impatto più significativo della riforma viene dalla deduzione delle attività per imposte anticipate, generate dai limiti molto restrittivi imposti dalla nostra disciplina fiscale sulle svalutazioni e le perdite su crediti. Come ha detto il Governatore alla Giornata del Risparmio, sarà necessario lavorare a soluzioni normative nazionali coerenti con le regole di Basilea, che consentano di trovare una soluzione a questo problema”.

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