Sepa, progetto cresce a rilento, opportuno stabilire data limite

martedì 16 novembre 2010 16:16
 

MILANO, 16 novembre (Reuters) - Il progetto Sepa, a tre anni dal suo lancio, ancora cresce ancora molto a rilento e un buono stimolo potrebbe essere la determinazione di una data ultima entro cui bonifici e addebiti diretti standardizzati a livello europeo dovramnno sostituire quelli domestici. Invece è vista di intralcio la richiesta aggiuntiva da parte della Commissione Europea di ulteriori standard.

E' questo il tema dominante emerso oggi all'International Payment Summit "Do you sepa?", organizzato dal gruppo Sia-SSb a Milano.

Sepa è il progetto con il quale si vuole uniformare nella zona euro i diversi servizi di pagamento bancari, dall'armonizzazione dei bonifici bancari alle operazioni di addebito diretto.

In base a un rapporto curato da Capgemini, Rbs ed Efma, i volumi dei pagamenti non cash a livello globale sono cresciuti del 9% nel 2008, mentre nella zona euro i tassi di crescita sono molto limitati in quasi tutti i paesi, con un circa +3% registrato in Italia.

Nel nostro paese peraltro "quasi tutte le banche adottano Sepa" sottolinea Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Abi che ha anche sottolineato come in Italia "l'utilizzo del contante costa al sistema paese 10 miliardi di euro l'anno".

"Le difficoltà nel recepimento della Direttiva sui servizi di pagamento negli ordinamenti nazionali dei diversi paesi dell'area euro hanno posticipato i tempi di realizzazione di Sepa" ha detto Carlo Tresoldi, presidente di Sia-Ssb. Quindi è positivo che "l'intervento della Commissione Ue che, su richiesta del mercato e delle banche centrali, ha evidenziato la necessità di stabilire con precisione una data finale cui i bonifici e gli addebiti diretti standardizzati a livello europei dovranno sostituire quelli domestici.

Domani a Bruxelles è in programma un 'public hearing' tra i rappresentati delle banche e altri opereatori del settore per discutere un documento consultivo. La data finale di cui si sta parlando è il 2012 o il 2013.

La Commissione Ue ha però recentemente fatto una richiesta aggiuntiva relativa ai cosidetti 'essential requirement', una serie di stardard tecnici che dovrebbero caratterizzare i nuovi strumenti di pagamento.

Tale standard "non sono completamente omogenei rispetto agli standard unici adottati finora dalle banche commerciali" ha detto ancora Tresoldi. "Ciò significa dare enfasi alle differenze con il rischio che ciascun soggetto mantenga i propri sistemi con il conseguente declino del progetto Sepa".

"L'Europa è in ritardo perchè non si è costituita una massa critica per un unico sistema dei pagamenti" ha detto Massimo Arrighetti, amministratore delegato di Sia-Ssb. "La crisi ha indubbiamente condizionato la migrazione verso strumenti di pagamenti armonizzati, ma anche l'intervento della Commissione Europea, introducendo gli essential requirement, rischia di frenare tulteriomente questo processo".