SCHEDA - Governo, cosa può succedere dopo il ritiro di Fli e Mpa

venerdì 12 novembre 2010 14:04
 

 12 novembre (Reuters) - In mancanza di novità lunedì
prossimo il Fli di Gianfranco Fini, da oggi seguito anche dal
Mpa di Raffaele Lombardo, ritirerà i propri esponenti dal
governo in contrasto con Silvio Berlusconi di cui vuole le
dimissioni.
 Il premier sta rientrando di gran fretta dal summit del G20
in Corea dal quale è praticamente fuggito senza tenere la
consueta conferenza stampa finale. 
 Quali gli scenari possibili?
 
 * BERLUSCONI RESISTE E NON SI DIMETTE
 Il ritiro della delegazione finiana dal governo non comporta
le dimissioni di Berlusconi che può procedere a un rimpasto
senza dover passare dal voto parlamentare.
 Berlusconi può decidere di resistere al suo posto e
aspettare che sia il Fli a fargli mancare la fiducia in
Parlamento per poter incolpare Fini della fine anticipata della
legislatura e del periodo di instabilità che ciò comporta.
 Dalle dichiarazioni dei finiani questo potrebbe avvenire
solo dopo il via libera alla legge di Stabilità, la nuova
finanziaria.
 Quello del Fli sarà un "voto tecnico": il suo voto ci sarà
sul ddl ma non su eventuali fiducie.
 Messa in sicurezza la finanziaria, potrebbe essere lo stesso
Berlusconi ad avviare una verifica sulla tenuta della
maggioranza nei due rami del Parlamento. 
 Se la ottenesse si andrebbe avanti fino al prossimo
incidente di percorso. 
 Se il governo fosse sfiduciato ci sarebbe l'apertura formale
della crisi. 
 
 * BERLUSCONI SFIDUCIATO DAL PARLAMENTO
 Nel caso di un voto di sfiducia o di dimissioni, Berlusconi
rassegnerebbe il suo mandato nelle mani del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano che avvierebbe le consultazioni
per verificare l'esistenza di una maggioranza in parlamento.
 Tre le possibilità: 
 
 VOTO ANTICIPATO
 - Napolitano, dopo aver verificato che non c'è alcuna
maggioranza, scioglie le Camere e si va al voto dopo 70 giorni
dalla data di scioglimento, quindi presumibilmente nei
primissimi mesi del 2011 con l'attuale legge elettorale.
 
 REINCARICO A BERLUSCONI
 - Napolitano decide dopo le consultazioni di ridare
l'incarico a Berlusconi. In questo caso Berlusconi deve cercare
di formare un nuovo governo. Nel caso in cui ci riuscisse
andrebbe in Parlamento a chieder la fiducia, in caso contrario
rimetterebbe l'incarico, ridando la parola al capo dello Stato.
 
 INCARICO A PERSONALITA' DIVERSA DA BERLUSCONI
 - Napolitano può anche decidere di affidare un mandato
esplorativo (sia a un politico, a una figura istituzionale o un
tecnico) per verificare se ci sia la possibilità di ricostituire
una maggioranza per proseguire la legislatura.
 - Napolitano può anche decidere -verificato che non è
possibile ricostituire maggioranze stabili - affidare un
incarico per formare un governo senza maggioranza ma che
traghetti il Paese fino ad elezioni anticipate. Anche in questo
caso appare difficile che Berlusconi sia il prescelto.
 
 * BERLUSCONI SI DIMETTE PER UNA CRISI PILOTATA
 E' la soluzione sulla quale insiste ufficialmente da ieri il
leader della Lega Umberto Bossi.
 In questo caso il premier rimetterebbe il suo mandato nelle
mani del Capo dello Stato dopo aver ottenuto garanzie da Fini -
che avvierebbe le consultazioni ricevendo dai leader del
centrodestra l'indicazione di ridare l'incarico al Cavaliere per
formare un nuovo governo.
 La cosa appare complicata per una serie di motivi: in primo
luogo Fini fino adesso sembra voler sbarrare la strada a un
Berlusconi-bis per dare via al rinnovamento di leadership nel
centrodestra.
 C'è poi il problema dell'Udc: il Fli lo vuole all'interno di
un nuovo governo e la Lega  chiude invece la porta ai centristi.