MONETARIO - Cosa succede oggi mercoledì 10 novembre

mercoledì 10 novembre 2010 07:40
 

* Ultimo appuntamento dell'anno con il mercato per il Tesoro portoghese che si trova però a gestire una situazione difficile, nonostante l'approvazione in Parlamento della legge finanziaria 2011 la scorsa settimana. Le incertezze sulla capacità di Irlanda e Portogallo di attuare le misure necessarie a ridurre il deficit si sono sommate in questi giorni alle discussioni, a livello europeo, su come far ricadere esclusivamente sui detentori di bond in futuro un eventuale default di uno Stato sovrano. L'effetto è stato quello di un violento allargamento degli spread contro Germania e per il momento non si vede un allentamento della pressione sui titoli dei Paesi periferici. Anche l'Italia si misura con i mercati oggi vendendo 5,5 miliardi di Bot a un anno. Gli operatori non prevedono problemi di copertura ma i tassi probabilmente sono destinati a salire.

* Istat pubblica oggi il dato sulla produzione industriale di settembre, da cui dipende in maniera cruciale il Pil del terzo trimestre. La mediana delle attese in un sondaggio Reuters indica un calo dello 0,3% su mese dopo l'inatteso balzo dell'1,6% registrato in agosto. Secondo l'ufficio studi UniCredit, che vede una correzione più decisa e pari a -1,5% su mese, una lettura migliore di tale valore avrebbe effetti positivi sul Pil che tanto la banca quanto il consensus Reuters proiettano in crescita dello 0,3% su trimestre e dell'1,1% su anno.

* La banca centrale della Cina ha disposto per alcune banche un aumento della riserva obbligatoria per 50 punti base, con l'apparente obiettivo di frenare gli impieghi. Lo hanno detto tre fonti di settore a Reuters. Il surplus commerciale cinese è risultato ancora aumentato in ottobre, con esportazioni in rialzo del 22,9% sull'anno e importazioni aumentate del 25,3%. Lo si legge sull'agenzia ufficiale Xinhua, che valuta il surplus a 27,1 miliardi di dollari contro 16,9 in settembre.

* L'indice di fiducia giapponese relativo a ottobre è sceso a 40,9 da 41,2 di settembre. L'indice riguarda la fiducia dei consumatori anche in materia di entrate e occupazione.

* Il greggio scivola in area 86 dollari al barile, con le importazioni cinesi scese il mese scorso del 30% al minimo da aprile 2009, in attesa del dato sulle scorte Usa. A pesare sul greggio anche il rialzo del dollaro contro un paniere di valute. Alle 7,30 circa il futures a dicembre sul greggio leggero Usa cede 24 centesimi a 86,48 dollari al barile, mentre la stessa scadenza sul Brent arretra di 27 centesimi a 88,06 dollari.

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