8 novembre 2010 / 14:59 / tra 7 anni

PUNTO 1 - Deficit, va ridotto ruolo Stato in società - Tremonti

(aggiunge dettagli)

SEGRATE, Milano, 8 novembre (Reuters) - I livelli di deficit e debito in Europa, Italia compresa, impongono politiche di riduzione della spesa pubblica e la strada da percorrere per minimizzare l‘impatto sociale di misure di questo tipo passa attraverso il coinvolgimento di soggetti privati in ruoli finora affidati esclusivamente allo Stato.

A dirlo è il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, nel corso di una lezione tenuta all‘Università Vita e Salute dell‘Ospedale San Raffaele in cui ripercorre la genesi della crisi economica globale.

Tra le sue conseguenze, per molti paesi europei, ci sono deficit su “grandezze non più sostenibili” e questo decreta la fine di “politiche fatte sul presupposto dell‘uso della leva del debito”, politiche che hanno contribuito a creare le strutture dello stato sociale.

“Tutti i paesi europei stanno declinando politiche di riduzione della spesa pubblica”, spiega Tremonti.

“Dall‘Inghilterra alla Germania, dalla Francia alla Spagna, all‘Italia, tutti dobbiamo fare politiche di questo tipo, tutti dobbiamo mettere in conto una struttura un po’ diversa”, ha detto il ministro.

Per quanto riguarda l‘Italia, in particolare, Tremonti ha sottolineato di non volere entrare subito nel merito, aggiungendo però che ci sarà occasione di tornare sul tema “introducendo elementi di chiarezza”.

Da parte sua, Tremonti spiega che se “mi chiedete dove conservare, cosa tenere, credo di averlo già detto, fondamentalmente sul sociale”.

Per “ridisegnare le strutture sociali e politiche” concentrando le poche risorse a disposizione “sull‘essenziale”, è necessario che al bene pubblico concorrano “corpi esterni allo Stato: persone, famiglie, comunità, volontariato”.

Bisogna “coinvolgere questo mondo su un futuro di progressiva non sostenibilità dei vecchi paradigmi”.

“L‘idea (é) che il bene pubblico, comune, non è fatto solo dallo Stato, ma anche da persone, famiglie, comunità e organizzazioni che possono impegnarsi per il bene comnue con effetti che a volte sono superiori organizzativamente a quelli della macchina statale”.

Le parole del ministro si trova un‘eco del progetto di ‘Big Society’ dei Conservatori britannici, che punta a ovviare ai tagli draconiani al Welfare con misure che promuovono l‘associozianismo privato allo scopo di fornire così servizi essenziali tra cui, per esempio, l‘istruzione.

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