4 novembre 2010 / 08:16 / tra 7 anni

Paesi emergenti promettono di contrastare effetti decisione Fed

* Dissenso emergenti su mossa Fed entrerà in negoziato G20

* THailandia pensa a contromossa concertata

SEUL/PECHINO, 4 novembre (Reuters) - La decisione di stimolare l‘economia con nuovi acquisti di asset è stata salutata con una levata di scudi dalle potenze emergenti di Asia e Sud America, pronte a mettere un freno ai flussi di capitale alimentati dal denaro che la Fed si appresta a stampare. L‘opposizione delle potenze emergenti alla decisione presa ieri sera dal Fomc Fed assottiglia ulteriormente le già esili speranze di un accordo su squilibri globali e valute al G20 che si terrà la prossima settimana in Corea.

“Fino a quando il mondo non porrà un freno all‘emissione di divise globali come il dollaro - e questo non è facile avvenga - allora è inevitabile che si incorra in un‘altra crisi, come non pochi saggi osservatori occidentali lamentano”, ha scritto Xia Bin, consulente di Banca di Cina, in una pubblicazione della banca. Il ministro delle Finanze sudcoreano ha chiarito di avere inviato “un messaggio ai mercati” e ha promesso un‘attenta considerazione di controlli sui flussi di capitale.

Secondo il segretario al Commercio brasiliano la mossa della Fed potrebbe innescare reazioni ostili.

La Thailandia ha ventilato la possibilità di una risposta concertata per contrastare il fiume di investimenti in dollari che prevedibilmente si incanaleranno verso le economie emergenti.

“Il governatore della banca centrale ha confermato discussioni con le banche centrali di paesi vicini, pronti a imporre misure congiunte se necessario per limitare eventuale denaro che arrivi nella regione con intenti speculativi”, ha detto il ministro delle Finanze Korn Chatikavanij. Un alto funzionario del governo indiano ha spiegato che se gli Stati Uniti hanno diritto di agire per stimolare la propria economia, gli altri ne hanno altrettanto di tutelare i propri interessi e un eventuale accordo a Seul dovrà “soddisfare entrambi i blocchi”.

“Ciò significa che bisogna trovare una soluzione politica ed è per questo che stiamo tutti guardando a Seul”, ha detto.

In scia all‘annuncio della Fed che procederà all‘acquisto di 600 miliardi di dollari, la banca centrale sudcoreana è stata vista vendere won sul mercato, nel tentativo di limitarne i guadagni dopo i massimi dei sei mesi testati alla vigilia della decisione Fed.

Seul si è trattenuta dall‘annunciare misure di controllo dei flussi di capitale prima del G20 per evitare imbarazzi ma altri partecipanti al summit della prossima settimana hanno mostrato meno tatto diplomatico.

Il Brasile ha annunciato una serie di misure nelle scorse settimane per limitare l‘apprezzamento del real attraverso interventi diretti sul mercato e raddoppiando la tassa sui flussi in ingresso, misure che non sembrano aver avuto grosso impatto.

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