29 ottobre 2010 / 15:25 / 7 anni fa

Ue, parte processo per modifica Trattato, nuovo sistema garanzia

* Accordo leader Ue su modifiche Trattato, rete permanente

di salvataggio

* Bce, Trichet preoccupato - fonti

di Ilona Wissenbach e Timothy Heritage

BRUXELLES, 29 ottobre (Reuters) - I capi di Stato e di governo dell'Unione europea hanno avviato il processo che porterà alla creazione di un meccanismo permanente di gestione delle crisi sui debiti sovrani e a limitate modifiche del Trattato europeo.

Consenso anche sul rafforzamento delle sanzioni per i paesi che non tengono sotto controllo il debito i cui dettagli saranno stabiliti in un vertice a dicembre.

Sebbene l'esito del vertice appaia come una vittoria della linea rigorista della Germania, gli analisti temono che ora si possa aprire una lunga e difficile trattativa in seno all'Europa.

Il nuovo meccanismo dovrà sostituire i 440 miliardi di finanziamenti di emergenza a favore dei paesi più indebitati che dovessero finire in condizione di potenziale insolvenza. Le modifiche entreranno in vigore a metà 2013, quando l'attuale "facility", lanciata dopo la crisi greca, andrà a scadenza.

"Stiamo facendo di tutto per evitare di assistere di nuovo a una crisi come quella che ci siamo lasciati alle spalle", ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel.

"Credo sia importante creare in Europa una chiara cultura della stabilità. L'Europa ci rende più forti ma l'Europa ha bisogno di regole", ha aggiunto il cancelliere.

I mercati finora non hanno reagito alla notizia dell'accordo, ma qualsiasi segnale che l'Europa possa tornare sui suoi passi potrebbe produrre tensioni negli operatori, già preoccupati per i livelli di debito pubblico che hanno raggiunto Portogallo, Grecia e Irlanda.

Anche se resta formalmente sul tavolo, non è passata la richiesta della Germania di sospendere il diritto di voto dei paesi che sforano i criteri di Maastricht. Ciò nonostante, la delegazione tedesca si mostra soddisfatta per l'accordo sulla modifica del Trattato, che fino a pochi mesi sarebbe parso impossibile.

Secondo quanto riferiscono autorevoli fonti comunitarie, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha ribadito le sue perplessità sul sistema di nuove sanzioni che non sarebbe abbastanza forte da garantire il risanamento delle finanze pubbliche. Trichet ha anche messo in guardia sull'effetto che un negoziato troppo lungo e complesso può avere sull'umore dei mercati finanziari.

Sebbene gli altri 25 paesi membri abbiano dato l'avallo a gran parte dell'accordo siglato da Francia e Germania il 18 ottobre scorso, l'esito del Consiglio europeo ha lasciato l'amaro in bocca ad alcuni Stati membri. L'impressione generale è che l'accordo ricalchi troppo le richieste delle due principali economie della zona euro.

Una fonte europea spiega che il Consiglio ha evitato di respingere esplicitamente la sospensione dei diritti di voto solo perché la Merkel altrimenti non potrebbe permettersi di tornare a Berlino.

Il cancelliere infatti va incontro a pesanti critiche in Germania per aver ceduto alla Francia sulla proposta iniziale di rendere semi automatiche le sanzioni per chi viola i parametri di Maastricht.

"L'idea di sospendere i diritti di voto non ha mai preso piede per davvero ma abbiamo dovuto dedicarvi parecchio tempo perché alcuni paesi hanno bisogno di sfruttare il comunicato conclusivo per ragioni politiche", spiega la fonte.

In cambio però, la Germania ha ottenuto il via libera alla modifica del Trattato.

"Se il paese più grande dell'Ue vuole qualcosa, è probabilmente non irrealistico dire che la otterrà", ha detto Hugo Brady, analista del Centre for european reform.

Brady teme che prenda il via ora "una partita pericolosa" a livello diplomatico e legale per modificare il Trattato.

I leader europei hanno chiesto al presidente Herman van Rompuy di verificare quali modifiche del Trattato siano necessarie, tenendo presente che queste revisioni dovranno essere limitate. Inoltre, il lavoro di Rompuy non potrà minare il principio europeo che impedisce a uno stato europeo di farsi carico del debito di un altro paese dell'Unione.

Il comunicato finale accoglie con favore il coinvolgimento della Commissione europea nella preparazione dei meccanismi permanenti per mettere a punto alcuni aspetti già concordati. I principali sono il coinvolgimento degli investitori privati, il Fondo monetario internazionale e severe condizioni per la concessione dei prestiti ai paesi.

"Il Consiglio europeo ritornerà su questo punto nel summit di dicembre con la prospettiva di prendere la decisione finale sia sulle linee guida del meccanismo di crisi, sia su una limitata revisione del Trattato in modo che le modifiche possano essere ratificate al più tardi a metà 2013", dice il comunicato finale.

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