PUNTO 1-Ue,servono sanzioni quasi automatiche e crescita -Draghi

giovedì 28 ottobre 2010 12:43
 

(Aggiunge dichiarazioni Draghi)

ROMA, 28 ottobre (Reuters) - Con le regole europee quasi automatiche del nuovo Patto di stabilità i paesi più deboli traggono determinazione dai paesi più forti per proseguire nel percorso di risanamento dei bilanci pubblici.

Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio, sottolineando che senza crescita però non si ripagano i debiti.

Draghi osserva che i paesi europei hanno reagito alla crisi che ha colpito di recente l'area euro "individualmente, con politiche di bilancio volte a contenere il rischio sovrano; collettivamente, con la creazione di nuove istituzioni e regole".

"Da questa manifestazione di cooperazione, di solidarietà, di fermezza, l'euro ha ricevuto solidità. Il processo, pur non concluso, dimostra che i paesi con le istituzioni più deboli non riescono da soli a risolvere i loro problemi di politica economica", dice Draghi.

"Con regole europee quasi automatiche, dall'azione rapida e sensibile ai segnali dei mercati, essi traggono dai paesi più forti quella determinazione che loro manca", aggiunge il governatore.

"Molto è stato fatto sul fronte del controllo dei bilanci pubblici, ma il pilastro su cui si fonda la stabilità finanziaria è la crescita economica, senza la quale non si ripagano i debiti. Questo è il fronte su cui verrà saggiata la coesione dell'Unione", aggiunge Draghi.

Draghi ha detto che molto è stato fatto sul fronte del controllo dei bilanci, ma il pilastro su cui si fonda la stabilità finanziaria "è la crescita economica, senza la quale non si pagano i debiti".

"Questo è il fronte su cui verrà saggiata la coesione dell'Unione: la capacità di promuovere una crescita armonica, sostenuta, durevole, che veda tutti partecipi, anche con regole comuni che, analogamente a quanto fatto per i bilanci pubblici, aiutino i paesi più lenti a intrasprendere quelle riforme strutturali che sono loro necessarie per tornare a crescere".