Debito, per sostenibilità Stati adottino riforme strutturali-Boi

martedì 26 ottobre 2010 18:05
 

ROMA, 26 ottobre (Reuters) - Gli Stati devono affrontare la sostenibilità del debito non con soluzioni tampone quali possono essere sfruttare la flessibilità del tasso di cambio, ma con riforme strutturali come fece l'Italia con la riforma delle pensioni negli anni 1992-95.

Lo ha detto il vicedirettore generale della Banca d'Italia Ignazio Visco in un discorso letto in occasione della Lectio Marco Minghetti 2010 a Roma e che è stato diffuso dall'ufficio stampa di via Nazionale.

"La risposta più opportuna alle situazioni di insostenibilità del debito impone di contrastare risolutamente la continua erosione della disciplina di bilancio. È importante varare riforme strutturali che siano percepite tali da essere in grado di accrescere le capacità di adattamento di un Paese", ha detto Visco.

Il vicedirettore di Bankitalia ha aggiunto che "l'aspetto più importante nella percezione del mercato, almeno per quanto riguarda la sostenibilità del debito, è la capacità di avviare iniziative specifiche in grado di influire tanto sulle possibilità di crescita di medio-lungo periodo di un Paese quanto sulla spesa pubblica tendenziale, piuttosto che contare sull'effimera flessibilità di breve periodo del tasso di cambio (nominale) della sua valuta. A dimostrazione di ciò, tra i diversi possibili esempi, si può menzionare l'esperienza italiana nel periodo 1992-1995, quando il varo di una fondamentale riforma del sistema pensionistico fu il fattore decisivo nel convincere i mercati che le finanze del Paese stavano riportandosi su di una tendenza sostenibile".

In quegli anni l'Italia varò la riforma Dini del sistema pensionistico.