Monte Paschi studia Tier1 500/600 mln per rifinanziare call 2011

martedì 26 ottobre 2010 14:23
 

MILANO, 26 ottobre (Reuters) - Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI: Quotazione) potrebbe arrivare sul mercato dei capitali con un nuovo bond del tipo Tier 1 attorno ai 500/600 milioni di euro entro la fine dell'anno, per rifinanziare bond in scadenza dello stesso tipo l'anno prossimo.

Lo dicono a Reuters fonti bancarie.

Nel 2011 vengono a cadere le date di esercizio delle call di un bond Tier 1 di Monte Paschi e due di Antonveneta. Perchè possano essere rimborsati, Bankitalia chiede un'autorizzazione 90 giorni prima della data/call e contestualmente il rifinanziamento degli stessi bond.

"Quindi, a conti fatti, si è già in dirittura d'arrivo per il rifinanziamento, che potrebbe anche arrivare prima della fine dell'anno, viste anche le buone condizioni del mercato", dice una delle fonti.

In dettaglio, le prossime call cadono a febbraio 2011 su un bond Mps Tier 1 da 350 milioni di euro, a marzo su un bond Tier 1 di Antonveneta da 80 milioni e a settembre su un bond da 220 milioni sempre della banca veneta.

"Per rifinanziarli, con un nuovo bond Tier 1, occorrono quindi 500/600 milioni", dice una delle fonti.

La banca senese ha rifinanziato i bond Lower in scadenza quest'anno con un nuovo LTII collocato lo scorso settembre per 500 milioni di euro a 320 pb sul tasso del midswap.

Inoltre, la banca ha anche collocato un milione di euro con un bond a 2 anni a tasso variabile due settimane a 135 pb su tre mesi euribor.

MontePaschi ha rating 'A1' per Moody's e 'A-' per S&P's e Fitch.

I titoli Tier 1 hanno valenza sul patrimonio di base, così come gli aumenti di capitale. Ieri la banca senere ha escluso che ci sia il progetto di un aumento di capitale.

Sulla base delle nuove regole di Basilea III e delle indicazioni di Bankitalia, i bond Tier 1 emessi dopo lo scorso 12 settembre per poter incidere sul patrimonio di base devono avere caratteristiche più vicine alle azioni rispetto a quelli emessi prima di quella data. Per esempio, non devono avere la clausola step up sulla cedola e porre certe limitazioni sul pagamnento delle cedole. A fare da apripista per questi nuovi tipi di bond sono state le emissioni di Unicredit e di Intesa.