Riforma fiscale, Tremonti a Bersani: sì confronto in Parlamento

venerdì 22 ottobre 2010 18:14
 

ROMA, 22 ottobre (Reuters) - Sarà pronta a novembre una "prima base di documentazione" sulla quale il governo conta di avviare in Parlamento il confronto chiesto dall'opposizione sulla riforma fiscale.

Lo scrive dalla Corea, dove è in corso il G20 finanziario, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che risponde così a una precedente lettera di Pierluigi Bersani, leader del Pd.

"Sarà nostra cura tanto aggiornare il Parlamento e, nel Parlamento, il Partito democratico sull'avanzamento dei lavori della riforma fiscale, quanto partecipare all'iniziativa parlamentare che lei pensa di sollecitare in novembre", dice Tremonti a Bersani.

"Per allora dovrebbe essere già disponibile una prima base di documentazione analitica, e quanto più possibile condivisa, necessaria per avviare una seria riforma fiscale. Una riforma che può infatti essere operata solo ridisegnando e riducendo la spesa pubblica, evitando le sovrapposizioni tra Stato fiscale e Stato sociale, contrastando erosione, elusione ed evasione fiscale", continua la lettera. Tremonti assicura che il governo non vuole utilizzare il fisco "per la propaganda" e ribadisce l'impegno alla lotta contro l'evasione fiscale.

"Per noi (per l'Europa) le tasse evase devono essere recuperate e, solo se recuperate, possono essere utilmente e non propagandisticamente conteggiate per la riforma fiscale. Per altri è l'opposto: prima si fa finta di fare la riforma, poi si vede. Cosa è propagandistico?", chiede Tremonti a Bersani.

Il ministro assicura che l'attuale governo porterà a termine la riforma, "assolutamente necessaria per il nostro Paese", ma invita a evitare "distruttive" fughe politiche in avanti.

"Se posso aggiungere una citazione, da De Gasperi: 'La differenza tra un politico ed uno statista è che un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni'. Spero che, elezioni a parte, proprio questo sia il nostro comune obiettivo", aggiunge Tremonti. "Spero che tutto quanto sopra, scritto con franchezza pari alla Sua, non impedisca il lavoro comune tra di noi auspicato, certi del fatto che nel tempo presente una riforma fiscale non è 'di sinistra' o 'di destra', ma solo cattiva o buona. Buona, come noi speriamo, per il nostro Paese", conclude Tremonti nella lettera.