October 21, 2010 / 4:02 PM / 7 years ago

PUNTO 2 - Patto Ue, in paper Task Force criterio numerico debito

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(modifica titolo, aggiunge reazione Merkel in coda)

MILANO, 21 ottobre (Reuters) - Il documento ufficiale della Task Force europea sulla riforma del Patto di stabilità pubblicato oggi chiarisce che verrà definito un parametro numerico per valutare la riduzione del debito pubblico e che, in questa valutazione, saranno presi in considerazione altri fattori giudicati rilevanti.

"Il criterio del debito pubblico deve essere riflesso in modo migliore nel meccanismo di sorveglianza di bilancio [all'interno dell'Unione europea] ponendo maggiore attenzione all'interazione tra deficit e debito", premette il documento pubblicato oggi dal Consiglio Ue che viene dopo una proposta della Commissione Ue del 29 settembre.

"Di conseguenza, la Task Force raccomanda di rendere operativo il criterio del debito nel Trattato [di Maastricht] attraverso la definizione di un riferimento quantitativo appropriato e di applicarlo in modo efficace - tenendo nel dovuto conto tutti i fattori rilevanti - in particolare come fattore che fa scattare la procedura di deficit eccessivo", dice la Task Force.

Il documento dice che il debito acquisterà più importanza nell'ambito della sorveglianza dei bilanci dei paesi membri sia nella fase preventiva sia in quella correttiva.

In particolare, nella fase preventiva "un più veloce aggiustamento verso gli obiettivi di bilancio di medio termine dovrebbe essere richiesto per i paesi membri che hanno un debito oltre il 60% del Pil o che mostrano rischi sulla sostenibilità complessiva del debito", dicono i ministri della Task Force.

Nella fase correttiva "paesi membri con un quoziente di debito/pil oltre il 60% e un deficit al di sotto del 3% diventeranno soggetti a una procedura di deficit eccessivo a meno che il declino del debito in un dato periodo precedente sia considerato soffisfacente".

Il documento non dà dettagli sul criterio quantitativo, ma martedì scorso fonti europee avevano detto a Reuters che sul tavolo ci sono due ipotesi: quella della riduzione annua di un ventesimo del debito in eccesso, come proposto dalla Commissione Ue il 29 settembre, e quella di un taglio del debito di almeno lo 0,5% del Pil, taglio parametrato al livello di sforamento del 60%.

Allo stesso modo la Task Force non precisa il "periodo precedente" su cui osservare la riduzione del debito.

ALTRI FATTORI RILEVANTI ENTRERANNO IN VALUTAZIONE CALO PIL

Oltre a sottolineare la necessità di definire un parametro numerico per la riduzione del debito, a fianco della soglia del 60% del Pil già indicata nel Trattato di Maastricht come limite massimo, il paper ufficiale fa chiarezza sui contorni dell'accordo politico tra i ministri Ue sulle attenuanti da prendere in considerazione riguardo al debito pubblico.

Sull'esistenza di un criterio quantitativo per valutare la riduzione del debito eccessivo e sul campo di applicazione degli 'altri fattori' si confrontavano versioni discordanti fornite dai ministri e dai tecnici europei.

"I criteri quantitativi precisi, la metodologia e le misure per valutare se il debito stia calando a un ritmo soddisfacente devono essere definiti e inseriti nella legislazione secondaria e/o nel Codice di Condotta", dicono i ministri riuniti nella Task Force che è capeggiata da Herman Van Rompuy.

"Considerando che la dinamica del debito non è guidata solo dal deficit di bilancio, sarà necessaria una valutazione prima di lanciare una procedura di deficit eccessivo sulla base del criterio del debito".

"Tutti i fattori rilevanti devono essere considerati, come indicato nella proposta della Commissione, quando verrà valutato se il ritmo di riduzione del debito sia soddisfacente" precisa il documento dei ministri.

L'Italia, che a fine 2010 dovrebbe avere un debito pubblico pari a 118,5% del Pil, è particolarmente sensibile alle modifiche del Patto che riguardano questo parametro di finanza pubblica e ha sollecitato più volte i partner europei a integrare l'analisi dell'andamento del debito pubblico tenendo in considerazione altre grandezze come il debito privato, il risparmio, la solidità del sistema bancario e altri.

Nel documento pubblicato oggi manca, però, un elenco dei fattori da considerare e note metodologiche che spieghino come procederà l'analisi delle posizioni fiscali dei singoli paesi.

Il paper si limita ad affernare che "nell'applicazione del Patto di stabilità una particolare attenzione va posta all'impatto su debito e deficit di eventuali riforme dei sistemi pensionistici, come ad esempio la creazione di un secondo pilastro obbligatorio [per il sistema pensionistico]".

Questa postilla sembra andare incontro a particolari richieste giunte da un gruppo di paesi dell'Europa dell'Est che hanno riformato negli anni scorsi i propri sistemi del welfare.

Da segnalare da ultimo che, tra le firme apposte al documento quella del presidente Bce Jean-Claude Trichet viene collegata a una nota in cui si precisa che il banchiere centrale non sottoscrive tutti gli elementi formalizzati nel documento.

Da parte sua il cancelliere tedesco Angela Merkel, uno dei due artefici delle modifiche alla proposta iniziale della commissione, oggi ha detto che il summit dell'Unione Europea a fine mese deve dare un mandato chiaro sul cambiamento dei trattati in merito agli obiettivi sul deficit pubblico e per prevenire il rischio di future crisi sul debito.

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