20 ottobre 2010 / 10:59 / 7 anni fa

PUNTO 3 - Italia prezza Ccteu 2017 per 5,1 mld, a 99,789

(Aggiunge nota Tesoro su dettagli collocamento)

MILANO/ROMA, 20 ottobre (Reuters) - Il nuovo Ccteu a 7 anni è stato prezzato per un ammontare complessivo di 5,1 miliardi di euro, di cui 4,5 miliardi, come indicato in precedenza attraverso ordini cash, e i rimanenti 600 milioni tramite il concambio con i vecchi Cct. L‘ammontare risulta anche superiore alle attese massime di 4-5 miliardi da un minimo di 3 miliardi.

Il prezzo al reoffer è di 99,789.

Lo ha anticipato a Reuters uno dei lead manager dell‘operazione ed è seguita poi la conferma dal Tesoro con una nota che ha precisato che la cedola è pari a 80 punti base sul tasso dell‘Euribor sei mesi, mentre il rendimento è a 83 pb sullo stesso tasso, come nelle attese.

Al fixing di oggi l‘Euribor a sei mesi era a 1,239%, che significa un rendimento del nuovo titolo attorno al 2,04%.

L‘esistente Ccteu 2015 mostra sul mercato oggi un livello di 72 punti base sull‘Euribor sei mesi, per cui il nuovo titolo offre un pick-up di 11 punti base.

La prima indicazione di rendimento per il Ccteu 2017 era di 83-87 punti base sul tasso dell‘Euribor a sei mesi, successivante rivista a 83-85 pb. Il rendimento finale quindi è sulla parte bassa del range proposto, “grazie alla buona performance del libro ordini che ammontava a 5,5 miliardi di euro”, dice una fonte vicina all‘operazione.

“E’ un‘operazione che certamente ha evidenziato il buon appetito degli investitori sia per la carta italiana sia per il comparto dei floater, visto l‘andamento al rialzo dei tassi monetari”, dice uno strategist. I tassi Euribor stanno salendo dopo che le banche della zona euro hanno ridotto la liquidità in eccesso chiedendo meno fondi ai finanziamenti della Bce.

“Il book è andato molto bene, ci sono nomi di alta qualità”, commenta una fonte vicina all‘operazione.

“In questo contesto di tassi monetari al rialzo, certamente i titoli a tasso variabile sono graditi e l‘Italia ha il merito di poter offrire questo strumento: non c’è molto altro in giro per questo comparto nella zona euro, a meno che non si ricorra a bond bancari, cosa però ben diversa da un titolo governativo ovviamente”, dice uno strategist.

Il rendimento offerto è anche in linea con quanto stanno esprimendo i Btp di pari durata. Il raffronto si può fare con il Btp agosto 2017 e il Btp febbraio 2018, rispettivamente quotati oggii con un rendimento pari a +78 punti base contro swap e a +82 pb.

OPERAZIONE CONCAMBIO PER 600 MLN EURO

Nel dettaglio, con l‘operazione di concambio sono stati ceduti: il Cct dicembre 2014 per 122,4 mln al prezzo di 97,8 (nella parte alta del range proposto dal Tesoro tra 97,65 e 97,85), il Cct settembre 2015 per 405 mln a 97,05 (range 96,92-97,12) e il Cct luglio 2016 per 71,8 mln a 96,45 (range 96,30- 96,50), aggiunge un lead.

In occasione del collocamento del primo Ccteu, con scadenza 2015, il giugno scorso, erano stati collocati 5 miliardi di cui uno derivante dal concambio con Cct.

“Questa volta la componente concambio è stata leggermente inferiore rispetto all‘altra volta, probabilmente per via dei livelli abbastanza alti dei vecchi Cct sul mercato”, dice un dealer.

I vecchi Cct non verranno più emessi e progressivamente verranno assorbiti con i concambi.

Con riferimento alla tranche emessa contro contante, il Tesoro precisa che hanno partecipato all‘operazione oltre 160 investitori per una domanda complessiva di circa 5,5 miliardi di euro. Il 40,6% dell‘emissione è stato assegnato alle banche, mentre gli asset manager ed i fondi d‘investimento si sono aggiudicati il 34% dell‘ammontare complessivo. Il 20% è stato collocato presso investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo (fondi pensione e assicurazioni) mentre il 3,1 % è andato a società non finanziarie.

Il collocamento del titolo, in linea con le previsioni, è stato caratterizzato da una distribuzione geografica con un‘ampia presenza di investitori domestici (circa il 76%). La partecipazione di investitori esteri è stata tuttavia significativa sia per la sua qualità che la sua composizione molto diversificata: la quote più rilevanti sono state assegnate alla Germania e all‘Austria (9,2%), al Regno Unito e all‘Irlanda (7,1%) e alla Francia (4,4%). Non sono mancati investitori provenienti da altre aree dell‘Europa (Svizzera 1,8%) e da fuori Europa (per un quota pari allo 0,7%).

Con riferimento alla tranche emessa in scambio, aggiunge il Tesoro, la domanda è stati pari a circa un miliardo con la partecipazione di 10 investitori. Di seguito i dettagli dei prezzi e dei quantitativi dei Cct riacquistati dagli investitori nell‘ambito dello scambio:

* Cct 01/12/2014, totale nominale 122.500.000, prezzo 97,8;

* Cct 01/09/2015, totale nominale 405.638.000, prezzo 97,05;

* Cct 01/07/2016, totale nominale 71.862.000, prezzo 96,45.

Le banche a guida dell‘operazione di oggi sono Banca Imi, Commerzbank, Hsbc France, Monte dei Paschi di Siena Capital Services e Unicredit Bank.

La Repubblica Italiana ha rating ‘Aa2’ per Moody‘s, ‘A+’ per S&P’s e ‘AA-’ per Fitch, tutti con outlook stabili.

SECONDA SCADENZA CCTEU, ITALIA RIFERIMENTO PER COMPARTO

Il Tesoro aveva inaugurato lo strumento del Ccteu, indicizzato al tasso Euribor a sei mesi, strumento che sostituisce il vecchio Cct indicizzato al rendimento del Bot, lo scorso giugno, con una scadenza a 5 anni. Ma fin dall‘inizio il Tesoro aveva spiegato che la scadenza di riferimento sarebbe stata il 7 anni. I vecchi Cct erano, infatti, a sette anni. Ora il Ccteu 2015, dopo le successive riaperture, ha un outstanding di oltre 14 miliardi.

La Repubblica Italiana è l‘unico paese nella zona euro ad aver iniziato a costruire una curva di floater, se si fa eccezione con piccole emissioni in passato di Spagna e Grecia.

Maria Cannata, responsabile della gestione del debito per il ministero dell‘Economia, in un‘intervista Reuters la scorsa primavera aveva detto che avrebbe preso in considerazione anche altre scadenze, oltre a quelle a 5 e a 7 anni.

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