October 19, 2010 / 12:30 PM / 7 years ago

PUNTO 2 - Poca chiarezza su nuovo patto Ue, aumenta focus debito

5 IN. DI LETTURA

(integra dichiarazioni Rehn dopo conferenza stampa finale Ecofin)

di Alessia Pé

LUSSEMBURGO, 19 ottobre (Reueters) - In cosa realmente consista il testo del patto di stabilità e crescita europea che Giulio Tremonti ha battezzato ieri sera "novum pactum" non appare particolarmente chiaro nemmeno il giorno dopo la lunga maratona di ieri tra Eurogruppo e 'task force' Van Rompuy.

Concretamente, l'intesa raggiunta ieri sera dai ministri - previo accordo ai vertici tra i pesi massimi Francia e Germania - prevede sanzioni che entrino in vigore sei mesi dopo il monito della Commissione.

All'esecutivo europeo, latore di proposte molto più rigorose rispetto a quelle accolte dai ministri, resta inoltre il ruolo piuttosto generico di monitorare su eventuali squilibri nazionali, mentre si introduce l'idea di un "vaglio preventivo" sulle bozze di bilancio dei singoli paesi euro. Il tutto in attesa di una nuova versione dei trattati.

Nella conferenza stampa al termine del consiglio Ecofin, sul tema più a cuore dell'Italia del debito pubblico, e privato, interviene, senza però fare eccessiva chiarezza, il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn.

Bruxelles, spiega, guarda alla dinamica del debito privato soltanto per le sue ricadute su quello pubblico.

"C'è una proposta della Commissione che tiene conto del debito privato nella misura in cui questo incida sul pubblico" risponde a una domanda in realtà direttamente legata alla richiesta italiana.

"Si dà, a ragione, una forte attenzione alla sostenibilità del debito nell'ambito della nuova governance macro" continua.

"La Commissione è comunque soddisfatta dei progressi ottenuti ieri - conclude, in riferimento al testo della 'task force' che esamina le proposte dell'esecutivo - si passa adesso all'iter legislativo".

I dettagli che arrivano dai tecnici della Commissione, che questa mattina hanno illustrato a Bruxelles il nuovo testo approvato dai ministri, parlano, però, della possibilià che gli 'altri fattori' - tra cui il debito privato - vengano considerati non come attenuanti nella valutazione del debito pubblico, quanto nell'analisi della competitività di un paese.

Per Sanzioni Politiche Serve Modifica Trattati

"Credo siamo arrivati a una fase in cui c'è bisogno di un dibattito tra capi di Stato e di governo sulle sanzioni politiche. Per il resto abbiamo fatto quanto la task force poteva fare" spiega Reynders.

Il presidente Ecofin è chiamato poi a commentare l'accordo bilaterale sul patto siglato ieri sera tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy mentre i lavori dei ministri erano ancora ampiamente in corso.

"Sulle sanzioni finanziarie e sul tema della prevenzione resta da discutere [tra ministri e Commissione]... su sanzioni politiche, come la sospensione del diritto voto, serve cambiare trattati, la discussione passa a livello di Consiglio" osserva.

"Se si decide di fare di più lo facciano i capi di Stato: è possibile che Francia e Germania chiedano di fare di più" continua.

'Altri Fattori' Rilevanti Solo Per Analisi Macro?

Da Bruxelles, dove la Commissione ha tenuto un briefing tecnico sul testo finale della 'task force' Van Rompuy, fonti Ue riferiscono: "Ci sarà un criterio numerico-quantitativo anche per la riduzione del debito pubblico: bisogna trovare l'accordo".

Ieri sera Giulio Tremonti vantava particolare soddisfazione circa l'assenza - per lo meno nella fase attuale - di riferimenti numerici sul tallone d'Achille italiano del debito.

Due sarebbero le opzioni in discussione riguardo al ritmo di riduzione del debito da imporre ai paesi il cui passivo superi la soglia Ue di 60% del Pil (118,5% l'ultima stima ufficiale per l'Italia nel 2010 fissata dalla Decisione di finanza pubblica).

La prima accoglie la proposta della Commissione e domanda una correzione del debito in eccesso di un ventesimo l'anno, spiegano le fonti, mentre la seconda indica un taglio di 0,5% di Pil in termini assoluti ma 'parametrati' al livello di sforamento.

Ultima ma non meno importante 'poison pill' per Tremonti: i famosi 'altri fattori' per una valutazione sul debito - livello di indebitamento privato, riforma delle pensioni, solidità del sistema bancario ecc. - non inciderebbero sul conteggio del livello del debito ma verrebbero tenuti in considerazione soltanto nell'ambito della sorveglianza 'macro'.

"Il debito privato e gli altri fattori citati dalla Commissione europea [nel documento di fine settembre] non incideranno sul calcolo numerico relativo alla riduzione del debito ma saranno tenuti in conto nell'ambito della sorveglianza macroeconomica" spiega infatti una seconda fonte.

Considerazioni ancora una volta in contrasto rispetto alle parole del direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, che ieri sera garantiva si sarebbe tenuto conto anche di variabili come il debito privato.

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