18 ottobre 2010 / 14:27 / tra 7 anni

Fed non ha ancora deciso su nuove misure QE - Lipsky (Fmi)

SHANGHAI, 18 ottobre (Reuters) - Un nuovo ciclo di allentamento quantitativo negli Stati Uniti non è un cosa fatta e dipenderà dalla performance dell‘economia.

Lo ha detto John Lipsky, vice direttore generale del Fmi.

Parlando al termine di una riunione dei funzionari finanziari a Shanghai, Lipsky ha anche minimizzato le preoccupazioni di una “guerra di valuta”, dicendo che litigare sui tassi di cambio potrebbe cedere il passo ad un approccio più coordinato tra i paesi.

“Non credo che vi sia alcuna chiarezza circa il fatto che la Fed stia per agire” ha detto Lipsky, rispondendo alla domanda circa le prospettive per una nuova fase di allentamento quantitativo, la cosiddetta QE2, negli Stati Uniti. “Sembra che essi si vogliano basare sui dati nuovi”.

In alcuni mercati emergenti stanno aumentando le preoccupazioni circa il fatto che un maggior allentamento monetario da parte della Fed, sotto forma di acquisti di titoli di Stato, potrebbe portare ad una destabilizzante ondata di afflussi di capitale, un tema centrale del forum di Shanghai.

Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del Fondo monetario internazionale, ha detto che i paesi asiatici si troverebbe ad affrontare una sfida, se i flussi di capitali portasse a surriscaldamenti del tasso di cambio, a un boom del credito o a bolle speculative.

Ma l‘esponente Fmi ha osservato che questi paesi hanno molte politiche nel loro ‘kit di strumenti’ per affrontare i rischi: “tassi di interesse più bassi, accumulo di riserve, una politica fiscale più stretta, misure macro-prudenziali e, talvolta, i controlli sui capitali”.

Xia Bin, consigliere accademico alla banca centrale cinese, ha detto a Reuters a margine del convegno che Pechino che è necessario rafforzare i propri controlli di capitale.

“Gli Stati Uniti stanno attuando un allentamento di politica monetaria, che è irresponsabile e sta generando flussi di capitale. Ecco perché stiamo parlando di controlli sui capitali in Asia” ha detto.

DIBATTITO SULLO YUAN

Ma Yi Gang, un vice governatore della banca centrale, ha detto che il problema non è così netto, facendo notare che i controlli sui capitali potrebbero essere dannosi e quindi dovrebbero essere limitati.

La Cina ha già conti tra i più strettamente controllati dell‘Asia, ma l‘organi di vigilanza sulla valuta estera del paese ha promesso di fare ancora di più.

I flussi verso la Cina stanno in parte rincorrendo l‘apprezzamento dello yuan, il che è accelerato nelle ultime settimane insieme a un aumento delle richieste estere per una moneta cinese più forte. Yi ha ribadito l‘impegno di Pechino per una riforma del tasso di cambio che lo renda più flessibile Inoltre ha detto che la riforma sarà graduale e che lo yuan è già vicino al suo ‘fair value’.

“Siamo pienamente in grado di mantenere i tassi di cambio del renminbi sostanzialmente stabili a un livello ragionevole ed equilibrato, dal momento che l‘avanzo commerciale della Cina si sta riducendo” ha detto Yi.

Funzionari Usa ed europei dicono gli esportatori cinesi hanno un vantaggio sleale per il fatto che Pechino tiene lo yuan sottovalutato. Pechino venerdì ha vinto una sorta di tregua da quella pressione, quando il dipartimento del Tesoro statunitense ha ritardato la decisione di etichettarlo come manipolatore di valuta.

Con la Cina che si muove lentamente sulla riforma yuan, gli Stati Uniti che vanno verso un dollaro più debole e il Giappone che interviene per indebolire lo yen, alcuni funzionari e gli investitori hanno espresso timori circa l‘inizio di una battaglia di valuta.

Lipsky ha detto che è riduttivo guardare solo ai tassi di cambio per riequilibrare l‘economia mondiale. E’ necessaria una gamma più ampia di politiche per ottenere che i paesi con surplus commerciali di grandi dimensioni, come la Cina, spendano di più.

“Questo è il modo giusto di vedere le cose. Questo è anche il modo per garantire che non ci sarà una guerra moneta, ma un approccio coerente e collaboartivo” ha detto.

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