Riforma patto, normative hedge fund in agenda Ecofin Lussemburgo

venerdì 15 ottobre 2010 17:57
 

BRUXELLES, 15 ottobre (Reuters) - Le due diverse concezioni su come gestire la governance europea rappresentate da un lato dalla Francia e dall'altro dalla Germania torneranno a confrontarsi lunedì e martedì prossimo in occasione delle riunioni dei ministri finanziari Ue a Lussemburgo.

Impegnati negli incontri di Eurogruppo, 'task force' e consiglio Ecofin, i ventisette ministri delle Finanze dovranno stabilire quanta parte di potere mantenere in materia di sanzioni nei confronti dei paesi inadempienti su deficit e debito.

Secondo tema in termini di rilevanza per le prossime riunioni il tentativo di intesa sulla direttiva 'Aifm' (Alternative Investment Fund Managers), in discussione da un anno e mezzo, su cui è in atto un braccio di ferro tra Parigi e Londra.

Quanto alla riforma del patto di stabilità e crescita, l'attuale punto della situazione vede i paesi membri a favore delle "linee generali" delle proposte illustrate a fine settembre dalla Commissione. Manca però un accordo su punti chiave come il criterio per la valutazione del debito - tema più che mai delicato per paesi nella posizione dell'Italia - o l'automatismo delle sanzioni.

"Sulle sanzioni c'è un accordo di massima, si esprimono però punti di vista diversi sulla rapidità delle procedure e sul ruolo da affidare al consiglio (Ecofin)" spiega una fonte della zona euro.

"Alcuni paesi sono favorevoli a mantenere la regola attuale che prevede una decisione del consiglio su ogni singola fase [nel processo delle sanzioni] e un dibattito politico prima che i provvedimenti vengano comminati" aggiunge la fonte.

Il riferimento è a una cordata di paesi guidata dalla Francia, di cui farebbero parte anche Italia e Spagna.

Parigi si mostra inoltre reticente di fronte alla proposta della Commissione di imporre un ritmo di riduzione del debito pubblico pari a 5% l'anno ai paesi il cui debito pubblico sia superiore al 60% del prodotto interno lordo. Il suggerimento dell'esecutivo Ue arriva a ipotizzare lo scenario estremo in cui ai paesi inadempienti sia richiesto un deposito infruttifero pari a 0,2% del Pil.

"La Francia ritiene si tratti di una regola troppo automatica" spiega una fonte diplomatica che ha partecipato alla preparazione dei lavori.

La discussione si soffermerà poi su altre due controverse proposte della Commissione, la prima che prevede un controllo sulla spesa pubblica dei paesi in situazione di deficit eccessivo e la seconda che vorrebbe obiettivi più ambiziosi dell'attuale 3% di Pil per il deficit in fase di crescita economica.