October 15, 2010 / 2:54 PM / 7 years ago

Patto Ue riformato, giudizio mercati aiuterà applicazione - Ue

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MILANO, 15 ottobre (Reuters) - Una delle leve che aiuterà la Commissione Ue a convincere gli Stati membri ad assoggettarsi alle regole del Patto di stabilità riformato sarà il timore di essere giudicati severamente dai mercati finanziari.

Lo sostengono in un intervento pubblicato sul sito www.lavoce.info due alti funzionari dell'esecutivo Ue: Marco Buti, direttore generale della direzione per gli Affari economici e finanziari della Commissione, e Martin Larch, adviser per le politiche fiscali della stessa DG.

Il giudizio dei mercati, o la paura del loro verdetto, insieme alla capacità di ciascun Stato di assumersi le sue responsabilità saranno tra le chiavi per il successo del Patto di stabilità riformato, secondo Buti e Larch.

"Una volta approvate, la reale efficacia delle nuove regole dipenderà anche dalla capacità degli Stati membri di assumersi le proprie responsabilità", dicono i due alti funzionari, ricordando con molto pragmatismo che la forza delle istituzioni europee si scontra con la volontà dei paesi di mantenere la sovranità nazionale in materia economica.

Procedendo sempre armati più di buonsenso che di furore istituzionale, i due suggeriscono inoltre di non dimenticare che le nuove proposte interagiranno con un'accresciuta attenzione da parte dei mercati finanziari.

"Nel dopo-crisi, si è diffusa una sufficiente consapevolezza che, a meno di non affidarsi al giudizio inappellabile delle forze di mercato, la credibilità si può riconquistare solo rispettando le regole concordate".

CON MONITORAGGIO SITUAZIONE SPAGNA, IRLANDA SAREBBE EMERSA PRIMA

Detto questo, Buti e Larch sottolineano che le nuove regole di disciplina di bilancio, che saranno in discussione a Lussemburgo lunedì e martedì prossimi in occasione dell'incontro Eurogruppo/Ecofin e task force, avrebbero fatto la differenza nel corso dell'ultima crisi finanziaria.

In particolare i due funzionari della Commissione Ue citano l'introduzione del monitoraggio di eventuali squilibri macroeconomici come strumento che avrebbe messo in luce le difficoltà che poi sono emerse in Spagna e Irlanda, due paesi che stanno emergendo dalla crisi con ampi deficit di bilancio nonostante i loro conti fossero sostanzialmente in equilibrio nel pre-crisi. Allo stesso modo anche un confronto dell'andamento della spesa primaria corrente di questi paesi con il benchmark proposto dalla Commissione avrebbe suonato un campanello di allarme importante prima del verificarsi di problemi su deficit e debito valevoli ai fini di Maastricht.

Quanto alla nuova vigilanza proposta dalla Commissione sul debito pubblico, Buti e Larch sottolineano che "è diventato chiaro che con una più lenta crescita economica media il rispetto del parametro del 3% del Pil [sul deficit] non sarebbe più stato sufficiente a garantire un calo del rapporto debito/Pil. Perciò nel suo impegno a controllare il debito pubblico, la riforma indica un benchmark che permetta di far scendere in modo sufficiente il livello del debito".

Secondo la proposta presentata dal Commissario Olli Rehn, i paesi con debito al di sopra del 60% del Pil dovrebbero ridurre il debito in eccesso di un ventesimo ogni anno.

I due alti fuzionari prevedono che il processo di riforma iniziato con la formalizzazione della proposta della Commissione Ue il 29 settembre si chiuderà probabilmente a metà del 2011.

La proposta, comunque, non è ancora stata analizzata in dettaglio e tantomeno accolta dai ministri delle Finanze dell'Unione europea.

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